Mi sono resa conto che ho un difetto (uno) però chiamarlo così, chiamarlo difetto, non è corretto, non è la parola che meglio si sposa con questa mia caratteristica, neppure caratteristica si sposa.
dall’hoepli:
difetto
[di-fèt-to]
ant. defetto
s.m.
1 Mancanza, scarsità, insufficienza: le piante sono morte per d. d’acqua; d. d’ingegno, di memoria; c’è d. di cortesia
‖ Essere in difetto di qualcosa, esserne privo, non averne a sufficienza
‖ Fare difetto, difettare, mancare
‖ MAT Per difetto, di approssimazione che rimane inferiore al numero da approssimare
A rileggere la definizione corretta di difetto come prima cosa mi sento ignorante, come seconda cosa mi sento come una che parla col dialettale piuttosto che con l’italiano preciso, come terza cosa elimino un mio senso di colpa, una cosa è dire “maaaaaaacazzo anche tu no” un’altra cosa è dire “è morto il cactus per difetto di acqua, chi lo avrebbe mai detto?”
Stai a vedere che ho un vizio…
vizio
[vì-zi-o]
s.m. (pl.
-zi)
1 Disposizione al male, a ciò che è moralmente riprovevole: prendere, percorrere la strada del v.; essere sulla strada del v.; affondare nel v. fino al collo; abbrutirsi nel v.
mi pare esagerato, disposizione al male? esagerato, non va bene.
Volevo, a questo punto, copiaincollarvi la definizione di mania ma quando l’ho letta ho lasciato stare, non è sicuramente neppure quello. Con la consapevolezza che le parole a volte fanno più confusione che chiarezza vado quindi a narrare un fatto.
Era l’estate dell’88, iniziate a sbadigliare, mio padre guidava una fiat 127 che celeste così (sbiadito) l’ho visto solo quella volta e su una trabant. In estate io andavo in montagna coi nonni un mese, un mese e mezzo se mi comportavo bene (non sono mai stata un mese e mezzo e quando scadeva il mese la nonna festeggiava con alcolici e acquisti su postalmarket), mi ci portava mio padre e il giorno che mi ci portava era sempre di martedì, perché lui era pasticcere e il giorno di chiusura era il martedì.
Nella 127 di quella estate dell’88 avevamo la musicassetta di “musica è”, già. Se prima avete iniziato a sbadigliare, come da mio consiglio, ora è il momento di piangere. “Musica è” è un mini album, fa 5 tracce, durata totale della menata 27 minuti per approssimazione, durata del viaggio da casa mia nell’88, che era la ridente Malcontenta, (chi non conosce malcontenta metta un dito qui sotto) ad Asiago: 120 minuti inclusivi di sosta caramelle e pipì all’autogrill e scena famosa dell’esorcista sui tornanti. I dati che ho riportato svelano che esiste la possibilità che io durante quell’anno e durante entrambi i percorsi di andata e ritorno (eh si, dopo un mese ero di nuovo a malcontenta) abbia ascoltato Eros Ramazzotti Musica è per una media di 4,44 (periodico) volte per viaggio, per due viaggi fanno 8,88 (periodico).
Il primo che pensa che avrei potuto cambiare cassetta è un sempliciotto, ci sono delle superstizioni in questa storia dell’88 che fanno si che se nel viaggio di andata si ascoltava una cosa la si doveva ascoltare anche in quello di ritorno. E’ un’inculata lo so e in ogni caso io e papino abbiamo realizzato il dramma solo in quel momento, quando eros ha deciso di fare una mini cassetta invece che una cassetta vera, se no di solito ci preparavamo la musicassetta noi per conto nostro che papà aveva i vinili e mi faceva un sacco di cassette.
Credo che questo racconto possa essere vietato ai minori di sedici anni perché comunque non capirebbero, poi ho scritto inculata ma credo si usi.
L’altra cosa interessante è che se musica è, il pezzo, fa undici minuti e un po’ ti perdi via ad ascoltare, le altre canzoni sono brevi e riascoltarle a raggio cortissimo fa male, non vi dico che male che aveva papino che oltre a eros si sentiva me che cantavo a voce altissima, io in qualche modo dovevo straviarmi, se no la macchina mi faceva male anche se non ero sui tornanti, cantare era l’unica via.
Con la 127 e quel modello di autoradio non potevo mandare avanti, così come non potevo mandare indietro, era un vero mangianastri, era consumato sul davanti da quanto vecchio. La radio non ha mai funzionato.
Oggi.
ho creato una decina di playlist che secondo me sono adeguate ai miei momenti, ho anche la possibilità di decidere una canzone tra tutte quante senza accontentarmi della playlist.
Mi metto le cuffie, parte una canzone e con un dito io passo a quella dopo e quella dopo e quella dopo e a volte passano anche dieci minuti sino a che decido quale è la canzone che voglio ascoltare. La ascolto e poi passano altri minuti per trovarne un’altra.
dieci minuti di avanti e indietro e una canzone – altri dieci minuti di avanti e indietro e una canzone…sempre così.
come si dice quando una fa zapping con gli auricolari?