Come quando sei uno stronzo

Oggi indossavo un bellissimo cappottino nuovo, cappottino nuovo viola. Il mio cappottino nuovo viola è bellissimo, lo potete chiedere a Isocci che lo ha visto. Il cappottino mi arriva appena sopra al ginocchio. Sotto al cappottino un maglioncino col cappuccio, carinissimo, sotto al maglioncino una maglietta a maniche corte rosa…deliziosa. Un jeans, stivali bassi bassi, ancora piu’ bassi di così come immaginate che ci ho fatto fuori la suoletta con tutto il mio camminare. Sopra al cappottino una sciarpa nera di lana. Non so se sono riuscita a dare bene l’immagine di come ero vestita, comunque ero vestita da bambina. Una bambina con la borsetta certo, una bambina grande se volete, ma ero vestita da bambina. A parte il cappottino e gli stivali che mi sono tolta appena entrata in casa sono vestita ancora così… da bambina, perchè poi lo so che va così che mi vien la depressione e anche se il mio primo pensiero utile è "devo farmi una doccia" poi quella doccia la rimando e la posticipo e la rimando e la postpongo. Tra poco comunque davvero vado a farmi una doccia che mi è preso il mal di testa.

Ero tutta contenta, non del tutto contenta ma tutta contenta si, che avevo parlato un’ora con una mia amica nel pulmetto e l’ufficio era finito e non devo andare in ufficio sino a domani e volevo fare la bistecca col sangue per cena e mi stavo tirando fuori il lettore dalla borsa e ho visto che il telefonetto aveva la batteria scarica e volevo fare un sms a quell’amica ma non mi è stato concesso. Avevo la mente libera libera e vedevo le cose, tutte le cose. I lampioni inesistenti, i fari delle macchine verso di me, dietro di me, la signora in finestra a dar acqua alle piante. Ho visto te. Ho pensato subito che macchina da stronzo, che fari da stronzo, che guida da stronzo, prima ancora di vederti, soprattutto prima ancora di sentirti. Sai cosa c’è? che sei uno stronzo, uno stronzo vero a spaccare il cazzo a donne che camminano sole al buio, nascosto in un merdosissimo abitacolo di merda. Sei uno stronzo, uno stronzo vero che io ho pensato che tu non mi abbia neppure vista in faccia, era buio e io ero vestita da bambina, sei uno stronzo. Ho pensato poi…sai cosa ho pensato? seguimi! affiancati brutta merda e soprattutto scendi ti faccio nuovo a te e alla tua cazzo di macchina, a te e i tuoi fari di merda, a te senza coglioni del cazzo. Questo è quello che ho pensato, che sei uno stronzo, magari tu eri li solo di passaggio e io invece ci vado a casa per di la e si cammino da sola al buio per piu’ di un chilometro e sai cosa? che domani io sarò li di nuovo e non vedrò un cazzo di niente di quello che mi sta intorno, non mi godrò nulla, io domani e dopodomani di sicuro sarò li a vedere se tu sei li, e  tu, tu anche per questo sei uno stronzo. Un vero stronzo. E basta.

 

Nderika – aspetto al varco chiunque, e dico chiunque abbia il coraggio di dirmi che non si deve camminare in strada di sera. Erano le 18,15. Ora vado a farmi una doccia.

 

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1 Commento

Archiviato in bad days, orione, shes

Una risposta a “Come quando sei uno stronzo

  1. che stronzo!!!!!!!
    e ce ne saranno sempre.

    johnny

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