che poi furbi ci si nasce un pochetto…

Una delle cose più meravigliose a mio avviso è camminare sotto la pioggia. La pioggia però deve essere una pioggia seria, accompaganta da vento tipico del periodo di marzo e non la pioggerellina sottile che ti inumidisce ma non ti bagna. A me piace la pioggia che ti bagna proprio. Anfatti, quando mi chiedono "hm cosa vorresti fare oggi?" io rispondo sempre una cosa tipo "camminare sotto la pioggia sarebbe perfetto" e questo mio desiderio, ovviamente, lo manifesto solo nei giorni in cui c’è il solediddio, perchè se già piove è inutile desiderare di camminare sotto la pioggia, lo sto già facendo…e in realtà è inutile anche manifestare il suddetto desiderio se c’è sole, se c’è sole non c’è pioggia. Dovrei trasferirmi in inghilterra dite? eh si dovrei, è un fatto…ma oggi comunque piove bene e allora mi accontento di Venezia.

Una cosa che mi piace un pochino meno è quella di trascorrere le otto ore di ufficio completamente bagnata, insomma…mentre son li sotto me la godo e mi diverto e più acqua mi entra nelle scarpe meglio è. Poi arrivo qui ed è un casinodiddio.

Tutto questo ragionamento sul quanto bello sia stare sotto la pioggia e quanto brutto sia non poter godere di una doccia calda subito dopo mi fa venire in mente una cosa di quando avevo 15/16/17 anni e facevo le superiori.

Quando facevo le superiori io ero una di quelle secchione, però la gente non mi chiamava secchiona perchè passavo ed erano tutti contenti, poi non mi chiamavano secchiona anche perchè facevo un casinodiddio in classe e prendevo sempre le note e insomma io ero una di quelle con i voti alti ma che gli andava un po’ in culo all’istituzione scolastica. Ero una secchiona che faceva manca…sega? da scuola e che sapeva falsificare la firma di mamma, papa miei e dei genitori di altre tre ragazze della mia classe. Le mie manche da scuola però erano lievemente diverse da quelle delle compagne. Loro facevan manca per saltare il compito o l’interrogazione, io facevo manca se

a- non avevo proprio voglia di stare a scuola

b- il tipo coi ricci della 3°c faceva manca anche lui

c- fuori pioveva ed era inverno

d – fuori c’era il sole diddio ed era aprile

Insomma facevo le manche oneste e per me fare manca allora equivaleva un po’ al prendermi un rol in ufficio oggi, ovvero: quello che dovevo fare l’ho fatto, quello che dovrò fare lo faro – oggi non stracciatemi i coglioni che mi serve tempo per me.

Il problema vero era che la mamma non era contenta se le andavo a dire "non stracciarmi i coglioni che mi serve tempo per me", non le ho mai detto una cosa così ad essere onesta ma un po’ la conosco e conosco bene bene la mania del lancio dello zoccolo e mi ricordo che quando le accennavo il mal di pancia mi buttava fuori di casa con lo zaino fatto ma senza colazione (mal di pancia=non si mangia)…allora insomma, questo è il motivo per cui quando dovevo prendermi sto famoso tempo per me cercavo di non farmi troppo scoprire dalla mamma.

però…

Quello che per anni mi ha un po’ fottuta è proprio sta mania di prendermi il tempo della manca con le condizioni climatiche a me favorevoli. Ogni tanto le arrivavo a casa bagnata come un pulcino

Carmen: Erika…ma sei andata a scuola?

E.: eh si…certo che si (invece ero in giro per venezia a camminare sulle passerelle dell’acqua alta tiè)

Carmen: ma se ti xe tutta bagnada

E: eh ma sai che la scuola non ha i soldi e ogni tanto piove dentro…

oppure giorni in cui le arrivavo a casa abbronzata

Carmen: Erika…ma sei andata a scuola?

E: eh si…certo che si (invece ero in spiaggia al lido sdraiata 4 ore su un pedalo dismesso tiè)

Carmen: ma se hai le spalle bruciate

E: eh perchè siamo stati in laboratorio

Carmen: ma che laboratorio?

E: il laboratorio linguistico…con quello che paghi per farmi studiare lo hanno attrezzato daddio…oggi studiavamo la spagna e ci hanno attaccato le lampade

Carmen: e per via della sabbia nello zaino?

ancora adesso non ci credo se penso a quanto mi si incazzava…bah, genitori! si meritava una di quelle adolesceme che andavano a far manca per baretti altro che…

 

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4 commenti

Archiviato in giorni fantastici, la di lei vita, questa la so, shes, unforgettable

4 risposte a “che poi furbi ci si nasce un pochetto…

  1. ha ha ha!
    Iniziai a falsificare la firma di mia mamma in 4a o 5a elementare e ho smesso solo a 18 anni, quando ho iniziato a firmarmi io tutto :)
    Una volta tornai a casa in perfetto orario dopo una giornata al Bissuola e mia mamma mi disse: “Ma sei andato a scuola oggi?” e io iniziai a diventare tutto rosso e a balbettare qualcosa, poi disse: “Scusa, mi sono dimenticata di tirare avanti l’orologio…”

    Io amo la pioggia in Inverno… è una cosa che mi mette molta allegria perchè so che su, in alto, sulle montagne NEVICAAAAAAAA!!!

  2. anonimo

    Ma il parco della Bissuola è quello coi pesci che sembrano squali?

    Mariatn

    P.S. Io facevo come te, marinavo la scuola per gusto e non per necessità, adesso se sapessi che lo fa mio figlio… altro che lancio dello zoccolo! (dio, come ci cambia passare dall’altra parte della barricata :-))

  3. ehe Maria, in effetti…prego se avrò un figlio che sia maschio …che se fosse femmina le saprei davvero tutte (poi in realtà prego anche che sia femmina ma vabbeh)
    il parco della bissuola è proprio quello, il laghetto lo han chiuso per un po’ di recente.

  4. anonimo

    Brava brava… c’erano i pesci e pure la Maria! ahahahha

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