devo ancora controllare se ho vinto.

Questa mattina, come ogni mattina, questa donna si recava dal suo tabaccaio di fiducia.
Avere un tabaccaio di fiducia a Venezia, soprattutto in piazzale Roma, pare una cagata e invece non lo è, che a Venezia c’è sempre sto perenne transito di turisti e di pendolari e di studenti e allora riuscire a fidelizzarsi un cliente o un fornitore non deve essere cosa facile.
Il mio tabaccaio di fiducia io lo ho conquistato una volta che pioveva ed era autunno o inverno. Di solito quando piove me ne sbatto un po’ i coglioni e mi prendo la pioggia e mi bagno i capelli e mi lascio entrare l’acqua dentro alle scarpe, quella mattina li però avevo una borsa che secondo me se si prendeva la pioggia poi mi si ammalava e non ne usciva più e mi moriva (la borsa col pelo). Sono andata quindi dal tabaccaio e mi son presa le solite e poi gli ho chiesto se mi dava un poncho da turista.
Il mio tabaccaio mi guarda come se gli avessi confessato di avere tre tette e poi ripete “un poncho da turista?” che è una cosa che di solito fa mia nonna, che le faccio una domanda e lei poi ripete, non perché non ha capito ma perché così si può prendere più tempo per la risposta. Questa cosa qui di mia nonna e del tabaccaio io la facevo alle elementari che la maestra mi diceva “parlami di giuseppe garibaldi” e io “garibaldi giuseppe?” e la maestra “si” e io, “si” e poi di nuovo io, “allora garibaldi giuseppe detto anche giuseppe garibaldi era un uomo, adesso è morto.” e poi continuavo con la mia spiega.
Il tabaccaio dicevo, quella volta del poncho, dopo essersi accorto che io ero li ed ero reale e che mi vedeva ogni mattina da cinque anni a questa parte sabati e domeniche incluse (che mica io mi stoppo il fumo nei week end) mi tira giù da una botola nascosta nel soffitto della tabaccheria un milione di sacchetti coi ponchi. Gli dico che visto che il poncho è orrendo voglio prendere quello più orrendo in assoluto e mi faccio dare quello rosa (che lo sanno tutti che il rosa fa cagare) e poi gli chiedo di aiutarmi ad infilarlo che non ho mai messo una cosa del genere. Il mio tabaccaio a quel punto non solo ha realizzato che ero reale ha anche capito che io lo sfidavo a farmi vedere il funzionamento di una cosa che lui vende, gli leggevo nella testa un “furba la ragazza”. Da quel dì in poi siamo rimasti amici, amici del tipo che quando entro al negozio non serve che parli, lui già sa. Amici che ogni tanto mi dice “erika come stai oggi” e amici del tipo che ovunque io vada mi trovo il tabaccaio tra le palle.
Non scherzo.
Il figlio ottenne del mio tabaccaio va a cavallo al mio stesso maneggio. Il mio tabaccaio va a mangiare al pub del mio amico Luca. Il mio tabaccaio va a fare le spese dove vado io, anche se quel giorno io sono andata a fare le spese al mercatino di bologna.
Quelle cose che dici, prima di conoscerti non ti conoscevo, ora che ti conosco tutto mi parla di te…o qualcosa di simile.
Torno a oggi. Questa mattina sono andata come tutte le mattine dal mio tabaccaio, mi tira fuori le solite e io gli lancio una nuova sfida “tu lo hai il win for life?” mi guarda come se mi fosse uscito un verme da un orecchio e poi mi dice “win for life?” gli abbasso la testa lenta lenta “si win for life” si sposta alla postazione lotto “allora il win for life è tipo una rendita e io si lo ho” gli dico che voglio giocare.
Gioco due euro e mi spiega che esco all’estrazione delle 8,00 e che quindi dalla 8,05 posso consultare il sito della sisal per vedere se ho vinto.
“Se vinci cosa fai?” mi chiede, me lo chiede onesto, non si aspetta le grandi manovre, si aspetta la verità anche se le grandi manovre sarebbero più interessanti, io allora gli dico la verità e che cioè le rendite dei primi due mesi le ho praticamente già spese che mi è morta la caldaia e il mio idraulico è un ladro di merda che gioca con la vulnerabilità dei primi freddi, i freni dell’auto son da rifare e pure le ruote son da cambiare. Gli dico che in verità vorrei poter prendere un aereo per “caldo” ma che son soldi già spesi.
Il mio tabaccaio ha l’espressione dell’ mumble mumble, mi sbagliavo, voleva le grandi manovre, allora gli do la soluzione alternativa “Se vinco il win for life faccio passare tre mesi, così ho tre rendite in accumulo, poi con quei soldi faccio un piccolo investimento in una attività che chiamerò *always capitana* e che si occuperà di noleggio di barche con cuoco e capitano, da venezia alla croazia e ritorno” il tabaccaio finalmente sorride, secondo me pensa “adesso ci siamo”.
Il mio tabaccaio deve essere quel tipo di persona che pensa che meritino di vincere solo quelli dai grandi sogni, quelli che usano il win for life per pagare le bollette invece no.

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6 commenti

Archiviato in la di lei vita, shes

6 risposte a “devo ancora controllare se ho vinto.

  1. anonimo

    non so cosa sia, ma il nome win for life va più vicino a run for life, che a pay your bills, e il tuo tabaccaio ci crede, alle promesse.
    probabilmente con la tua prima risposta ha visto un principe azzurro suonare alla porta:
    "Ciao! Sono il (famoso) principe azzurro"
    "AH! bene, senti ci ho il lavandino che perde, gli dai un’occhiata? poi passa giù al pub che ti offro un grappino"

    No.
    Non puoi  minare le fondamenta dell’ordine mentale costituito altrui, tu piccola sovversiva delle dinamiche sociali.
    Cioè  puoi. Basta che poi lo racconti.

    Run for the bills run for your lives, cantavano (forse) certi vecchiacci.
    ("L’iconografia heavy metal tamarra da Iron Maiden" (cit.))

    mav

  2. ma alle otto del mattino pensi che chiunque non preferirebbe sentirsi raccontare dei sogni grandiosi e divertenti invece che lamentazioni su bollette, caldaristi e sfighe varie? Uno che poi, di mestiere, vende cose che nuocciono gravemente alla salute di chi sta intorno a chi le compra – ergo, pure a lui.

    Insomma, hai vinto o no? E quando vieni a Milano? Che tanto ti metti daccordo con Nick che c’hai il gas e non spendete soldi in benzina e il letto è a gratis e non c’è bisogno di "win for life", ma di "friend for life". E  siamo qui… insomma. Sono un po’ stanca. Perdo il filo del neurone… pardon.

  3. Io spenderei tutti i soldi per creare un mondo basato sul bene reciproco e sull’ uguaglianza tra uomini e che non ci siano più guerre.
    E per avere il tabaccaio scooter : il siga-scooter , per capirsi.

  4. io il tuo tabaccaio un po’ lo amo… quasi quasi ricomincio a fumare e mi trasferisco in laguna

  5. ma questo post è uno spettacolo! cioè, uno capita qua per caso (nel vero senso della parola perchè il mio mouse ha cliccato da solo sul tuo ultimo post inserito mentre io cercavo disperatamente di farlo andare sulla x di chiusura scheda) e si trova uno scorcio del genere. Bello. Cioè, c’è di meglio nella vita (come vincere al win for life), ma bello.

  6. anche questo commento è bello.
    più che altro trovo carino che tu lo abbia scritto su un post vecchio e potevi farne a meno e invece poi lo hai scritto ed è una cosa bella.
    grazie.

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