sognavo male.

Sognavo male, male quasi come i protagonisti del libro. Un libro che non avrei preso per contenuti, devo essere onesta ma il contenitore, il contenitore era una tentazione.
Mi è stato suggerito da una persona dalla quale non posso rifiutare i consigli di lettura da contratto. Mi son fidata, ho fatto bene? ho fatto bene.
Vorrei dire molto ma ho paura che col mio molto vi andrei a dire il tutto, allora vi dico poco, vi dico che alcuni passaggi li ho riletti solo per continuare ad avere il sapore di quelle parole in bocca, vi dico che i protagonisti non hanno nomi di battesimo, si chiamano "l’uomo" e "il bambino" e per quelli che come me son rimasti fuori coi cent’anni di solitudine questo è bello.
Poi vi dico che nel mentre un lettore legge si svolge la vita del lettore nello sfondo, la vita non si ferma mentre leggiamo, beh, la vita non si ferma mai e io rifletto sempre sul se ci sia un periodo adeguato per leggere un libro o leggerne un altro e alla fine ho anche concluso che con quel libro ci ho preso anche a periodo di lettura (non come quando mi han fatto leggere la madame bovary a 15 anni, io a 15 anni avevo ancora bisogno delle sorelle March).
Il 25 esce il film, speriamo non sia una cagata.

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2 commenti

Archiviato in la di lei vita

2 risposte a “sognavo male.

  1. come guccini…

    Un vecchio e un bambino si preser per mano
    e andarono insieme incontro alla sera.
    La polvere rossa si alzava lontano
    e il sole brillava di luce non vera.

    L’immensa pianura sembrava arrivare
    fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare.
    E tutto d’intorno non c’era nessuno
    solo il tetro contorno di torri di fumo.

    I due camminavano, il giorno cadeva,
    il vecchio parlava e piano piangeva.
    Con l’anima assente, con gli occhi bagnati,
    seguiva il ricordo di miti passati.

    I vecchi subiscono le ingiurie degli anni,
    non sanno distinguere il vero dai sogni.
    I vecchi non sanno, nel loro pensiero,
    distinguer nei sogni il falso dal vero.

    E il vecchio diceva, guardando lontano:
    ”Immagina questo coperto di grano.
    Immagina i frutti, immagina i fiori,
    e pensa alle voci e pensa ai colori.

    E in questa pianura, fin dove si perde,
    crescevano gli alberi e tutto era verde,
    cadeva la pioggia, segnavano i soli
    il ritmo dell’uomo e delle stagioni.”

    Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
    e gli occhi guardavano cose mai viste,
    e poi disse al vecchio con voce sognante
    ”Mi piaccion le fiabe, raccontane altre…"

  2. sono d’accordo su bovary e sorelle march. ah! quanto sono d’accordo…

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