voglio uscire prima che smetta di piovere.

Mercoledì mi faran fare una cosa nuova al maneggio. Loro la chiamano la hyppo gym, a me non piace questo nome e secondo me neppure rende. Io la chiamo l’esperienza a pelo.
Funziona che invece di avere il cavallo sellato e imbrigliato gli si mette un fascione attorno alla pancia che ha due maniglioni dalla parte della schiena, il fascione è largo una quindicina di centimetri e il cavaliere si siede sul pelo. Al centro del maneggio un’insegnante verso la quale ho riposto molto più della mia fiducia, le ho riposto alla mia ultima visita la mia vita, tiene il cavallo alla corda e lo fa andare nelle tre andature. Il cavaliere deve solo star sopra in modo decoroso anche per la gente che vede e respirare. Io non vedo l’ora di fare l’hyppo experience.
Raccontavo che andrò a fare questa cosa a un mio amico e sto mio amico mi dice "ma erika, come è possibile vent’anni che vai a cavallo e non hai mai montato a pelo?" io l’ho guardato e gli ho detto che no e gli ho anche motivato il fattaccio spiegando che il cavallo non è che sia comodissimo senza sella e che bisogna esser bravi e che non è facile e che se si potesse montare a pelo si monterebbe a pelo e non con la sella che costa un sacco di soldi e pesa un sacco di chili. Insomma gli ho imbastito su una montagna di cagate, le prime che mi sono venute in mente, molte sono vere, il punto è che io comunque a pelo ci ho già montato solo che ho rimosso il ricordo.
Alla sera quando vado a letto però, tutte queste mie cose vecchie saltano fuori e nessuna calmomilla mi è di aiuto.
Credo di aver avuto sui 13 forse 14 anni all’epoca, ero innamorata di Davide del maneggio e facevamo un sacco di cose assieme, tipo dipingere gli ostacoli, buttare giù il fieno dal fienile, portare i cavalli al paddock e gestire gli affari del pony. Gli affari del pony erano in pratica l’accompagnare i bambini che volevano fare il giretto a piedi, all’inizio o andavo io o andava Davide, poi siccome la passeggiata a mano coi bambini durava mezz’ora ci siamo rotti i coglioni e andavamo assieme. Un giorno gli affari di sto pony andavano di merda che non c’era un bimbetto che volesse fare il giro neppure a pagarlo e io e Davide ci stavamo annoiando sino alla morte che al maneggio non succedeva niente e allora abbiamo portato il pony a fare un giro.
Davide che era (ed è) più bravo di me, è salito per primo, a pelo, dovevate sentire come rideva Davide, non l’ho mai sentito ridere così tanto e io che stavo in fondo non capivo. Ha fatto poi salire me che eravamo ormai in mezzo ai boschi, il pony è partito subito e mi sono accorta che è partito non per buona voglia ma perché il suo intento era farmi cadere, ma io ero brava all’epoca, avevo le gambe che avvolgevano e non si staccavano più e il ponetto con le zampe corte correva e correva e correva e io gli stavo avvinghiata al pelo ed era una delle cose più divertenti che mi sia mai successa.
Abbiamo fatto poi raffreddare il pony con calma al passo tornando indietro che se gli succedeva qualcosa era la fine, che secondo me il vecchio del pony mangiava solo perché aveva il pony a diecimila lire per giretto.
Quando sono tornata al maneggio c’era la nonna che mi aspettava, avevo tutti i capelli scompigliati e i pantaloni sporchi ed ero ancora un po’ sudata e Davide, beh Davide era così anche lui e poi era tutto rosso in faccia ed era così anche il pony. La nonna mi ha detto che dovevo star via per boschi col pony solo se avevo bimbetti da portare in giro e che secondo lei mi ero comportata di merda e insomma mi si è incazzata come una biscia. Due giorni in punizione (chiusa in casa a guardare la tv per me era una punizione enorme che io volevo sempre star fuori).
Il punto di vista della nonna mi è chiaro solo adesso, adesso ora, fa parte di quelle cose che ti dimentichi di elaborare.
(I miei sedici anni e Davide ve li racconto un’altra volta)

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3 commenti

Archiviato in cose rosa, filippo, la di lei vita

3 risposte a “voglio uscire prima che smetta di piovere.

  1. Effettivamente un po’ la nonna la capisco!
    In ogni caso ricordo bene l’unica (ed ultima) volta che ho montato a pelo: avrò avuto anche io penso 13-14 anni ed ero con due amichetti svizzeri, fratello e sorella, selvaggi quanto bastava per essere lasciati a loro stessi dai genitori e andare per cavoli loro in giro per la campagna a bordo di una cavalla un pochetto scorbutica.
    Per farla breve, ad un certo punto ‘sta bestia è partita al trotto ed è andata avanti un bel po’ prima di fermarsi e io penso di non essermi mai
    a) fatta così male (la sua spina dorsale non era esattamente una poltrona!);
    b) spaventata così tanto.
    E dato che non aveva mica quel fascione di cui parli tu, penso di averle torto mezza criniera.
    In bocca al lupo! =)
    Gemma

  2. Gemma, tesoro che sei a farmi coraggio.
    ottimisticamente parlando "crepi il  cazzo di lupo"
    :)

  3. anonimo

    secondo me la nonna ha pensato che nel boschetto senza bimbetti da girovacchiare ci cavalcavi il davide…
    Sodoma

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