non era di questo che volevo parlare comunque.

quando una volta ogni qualche giorno cancello un po’ di sms dall’archivio degli sms mi immagino il mio piccolo caro e vecchio telefonetto blu che tira un sospiro. Gli si sgonfia il monitor proprio e gli si rilassa un po’ tutta la tastiera. Che mi dica "oh grazie" invece non me lo aspetto, mi aspetto un "oh magari prima" che io per svuotarlo aspetto sempre che mi venga detto "non ho più spazio per i tuoi merdosi messaggi".
Secondo me il mio telefonetto un po’ è di quelli che giudicano, per dire lui capisce se faccio un sms che dice"ok" e gli da fastidio. Lui vorrebbe che io digitassi tutti i caratteri che mi son permessi e se fosse possibile non spaziare una parola dall’altra sarebbe ancora meglio. Il mio telefonetto è differente.
Non volevo parlare di questo.
La mamma quella volta che ho preso casa qui al villaggio non era contenta proprio per un cazzo. La mamma non è cattiva, anzi lei secondo me è una di quelle con l’occhio buono tutto, solo che con gli anni e con la vecchiaia e con l’esperienza è diventata diffidente da far schifo.
Alla mamma non piacciono le persone e soprattutto non le piacciono quelle che mi stanno vicino, in assoluto eh, mica ho un caso specifico. Ad esempio se siamo nel pulmetto lei ha bisogno di vedere se io ho la borsa ben chiusa perché secondo lei mi rubano tutto. Ad esempio se siamo per strada "quello ti ha guardata. lo conosci?" e io di spiega sullo sguardo che scorre e si deposita. Ad esempio quando mi son trasferita per lei era importante che non andassi ad abitare cento metri più avanti perché ci sono quelli pericolosi.

Quando quella volta le ho dato il dettaglio dei vicini era tutta contenta perché abito in una palazzina con un sacco di famiglie coi bambini e i cani e i gatti e la cosa le deve essere sembrata "normale" allora era contenta. Quando si è accorta che non facevo amicizia con gli altri palazzinari è rimasta un po’ delusa però insomma era comunque tranquilla.
Non volevo parlare neppure di questo a dire il vero.
Mi ricordo che una notte si è sentito un bordello diddio qui sotto, anzi due notti è successo così. Una notte in pratica han buttato una bomba a una sede della lega che sta qui sotto, un’altra notte invece c’era uno che inseguiva la moglie con il macete in strada, mi pare anche l’abbia presa ma non son sicura.
Tutte e due queste notti i colpevoli erano quelli non della mia palazzina ma di quelle di cento metri più avanti. Cambia un quartiere in pratica abitare al mio o al palazzo dopo.
Comunque tutte e due le notti di questi episodi io ho continuato a fare il mio, ovvero ho dormito come un cazzo di ghiro e ho saputo che il rumore era proprio forte (soprattutto la bomba, mi è esplosa una bomba sotto al condominio e io non mi sono neppure voltata sull’altro lato) da quella del primo che è la gazzetta della palazzina.
L’altra sera stavo a sistemare le decorazioni di natale che quest’anno mi son messa di impegno, insomma ero li tutta arrampicata sulla specchiera dell’entrata ad attaccar pacchetti falsi col patafix e sento un tonfo sull’uscio di casa. Siccome son coraggiosa come un gerbillo ma curiosa come una merda, mi sono messa a spiare per lo spioncino per vedere se mi avevano fatto esplodere una bomba sull’uscio (si sa mai, anche a quelli che piazzano le bombe per professione ogni tanto gli va in crash il tom tom e ce l’hanno in culo, o ce l’hai in culo tu).
Davanti al mio uscio c’erano quelli nuovi del mio piano che io non ho mai conosciuto, non mi ci sono mai presentata, li ho sentiti fare il trasloco di insediamento e poi ho sentito piangere dei bambini e basta. Ho capito che erano quelli nuovi perché stavano sul loro uscio con la porta aperta. Poi hanno iniziato a picchiarsi. Vi giuro…picchiarsi a schiaffi. Mi è preso il malessere e mi son levata dall’uscio. Sono andata in cucina e ho aspettato di sentire silenzio.

Se era un’altra usciva a dividerli. ma è successo a me ed erano arrabbiati e poi è uscita altra gente da casa loro e ho sentito un sacco di altre voci. Poi comunque non è successo a un’altra, è successo a me e io ho pensato che non era giusto intervenire. si interviene solo se si è sicuri di quello che si sta facendo e io non ero sicura. a me è venuta su la miseria e basta.

Alla mamma non dico neppure di sta cosa che è successa. Le lascio credere che se abito in una bella palazzina ho attorno delle belle persone, con la famiglia e coi bambini e coi cani e coi gatti, lei sarà contenta e io non verrò torturata di prediche.

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9 commenti

Archiviato in la di lei vita, numb

9 risposte a “non era di questo che volevo parlare comunque.

  1. anonimo

    (smettila di leggere gli header della gente :) )

  2. ma la mamma lo sa che è nelle famigliole felici  ( lo dicono le statistiche) che si nascondono dei cadaveri terribili?

  3. no rosipoli, è proprio la chiusa del post.
    che poi secondo me lo sa.

  4. Ma…ma allora quel famoso…
    "E vissero per sempre felici e contenti" ???

    Ps/ come mai per inserire il commento mi è toccato leggere l’immaginetta grigia e scrivere CAGSOC ?
    E’ mica una qualche espressione tipica del nord-est?

  5. L’anonimo di sopra sono io me.

  6. eh, che poi le favole non finivano sempre bene, son seria. è stata la disney a dar il lieto fine a tutte.

  7. Io c’ho una famigliola infelice al piano di sotto. Silenziosissima.
    Se lei mi incontra nel solaio ( dove c’è la lavanderia) attacca un bottone ma un bottone, povera…
    E poi lui arriva,puntualmente, col pupo in braccio come per dire.
    Ed è allora che penso e realizzo.

  8. Certo che se cancelli un sms ti mettono una bomba sotto casa
    Deportano la famiglia che ti sta vicina e ci mettono un’altra famiglia che si prendono a sberle tutte le sere pari
    Abiti a Beirut ?

    un sorriso
    Mauri

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