un’ora e mezza di pulmetto per dodici chilometri tutti dritti.

Io adesso lo so perché grande fratello mi sta tanto sul culo. non sopporto la gente, non sopporto la vicinanza della gente e anche se la casa è enorme io comunque avrei bisogno di più spazio, ancora di più ancora un po’ di più e soprattutto di uscire se ne ho voglia.
va da se che tutto quello che non mi si adatta mi sta sul culo (e non apro discorsi sui discorsi, la chiudo con la mancanza di aria e stop).
Salgo sul pulmetto a ore 18,17, tutta carica che per raggiungerlo ho camminato un chilometro e mezzo, son quasi sudata. mi siedo al mio posto nell’angolo dietro e mi levo il cappottino che poi se no quando esco (se esco) ho freddo. Rifletto se son sempre stata così, si, son sempre stata così, la paura di ammalarmi l’ho sempre avuta, non è una cosa di adesso che mi sento addosso centoedieci anni, è una cosa di sempre il coprirmi la pancia, lavarmi bene le mani, non prendere aria se son sudata. Non serve a uno stracazzo di niente, agitarsi dico, se ti ammali ti ammali e basta. dovreste fidarvi son seria.
Al mio angolo tiro fuori il mela, son tutta contenta "due minuti di mela" mi dico e mi par tutto normale, voglio solo vedere se ho messaggi, mi par tutto normale. Ho tre messaggi.
Al ponte della liberta realizzo che il pulmetto è partito, sono le 18 e 27, vabbeh adesso leggo.
Leggo.
Quando leggo mi perdo via, potrebbe cadermi un orso in testa e io non mi renderei conto ed è una cosa bella e io lo faccio un po’ apposta che così quello che la gente intorno dice io non lo sento, non sono vulnerabile, come daniel san sto concentrata.
A livello marghera qualcosa non va, realizzo in un certo momento che il pulmetto è fermo immobile e non ci sono semafori ma un’enorme fila di macchine incolonnate una davanti all’altra davanti al pulmetto.
tiro giù la madonna a mezzo sms vari.
quarantacinque minuti dopo sono ancora li, in pulmetto con quaranta persone assieme a me. parlano a voce altissima, una vecchia accenna a un incidente, glielo ha detto sua figlia al telefono, telefono con suoneria con cha cha cha a volume altissimo che così lo sentiamo bene tutti. Il pulmetto collassa, la gente dentro storce la bocca e inizia a guardar fuori anche se l’incidente è ad almeno tre chilometri da dove siamo noi in quel momento.
Parlo con dio e gliene dico cinque.
Non riesco a mettermi a leggere, son tutti che parlano forte. fa un caldo di merda e non voglio togliere il maglione, dove me lo metto il maglione che ho già il cappottino in braccio?
mi chiama una mia amica, riattacco.
mi chiama la mamma, riattacco.
mi prendono fuoco le orecchie e provo ad aprire il finestrino. blindato.
arriviamo alla zona incidente, la gente si appiccica al vetro io ho voglia di urlare di andare tutti affanculo.
tutti.
tutti.
dicono cagate irripetibili, cose che io mi vergogno di aver sentito.
c’è puzza di alcolici, di sigaretta, di sudore vecchio di giorni e ho la rabbia. una volta ero gentile, mi figuravo che se uno puzzava era perché aveva lavorato, quello era sudore vecchio di giorni, avevo la nausea e basta.  
volevo bazookarli.
avessi avuto un bazooka li avrei bazookati.
invece sono arrivata a casa, ho aperto un refosco, ho guardato una intera puntata di quel programma inguardabile di papi su italia uno (a parte la raffaela che quella è guardabilissima ma mi girano comunque i coglioni se la guarda mio fratello).
poi ho scritto un post.
quelli del pulmetto stanno ancora tutti bene. credo.

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4 commenti

Archiviato in bad days, la di lei vita, nebbia, shes

4 risposte a “un’ora e mezza di pulmetto per dodici chilometri tutti dritti.

  1. oh, come ti approvo e sottoscrivo tutta l’intolleranza
    io ho risolto facendomi dei gran km in bici

  2. Vedi, purtroppo io sono molto limitato.. ma sono questi i post che mi piacciono!
    Forse perché in quella coda c’ero io, qualche mezz’ora dopo, e stramaledivo una sequenza di persone ben precise. Per primi mando a cag.. sempre quelli che l’incidente lo generano! E chi osa dire "poverini" lo prendo a bazookate!
    Un abbraccio.. è assodato che tanto non ci vediamo più quindi "è stato un piacere!" ;)

  3. Ed ecco perchè davanti a due proposte di lavoro ho scelto quella che mi permetteva di andare in ufficio con la bellezza di 8 minuti a piedi…ahhh che meraviglia ;)

  4. per fortuna non avevi un bazuka, altrimenti pensa quanta coda in più avrebbero fatto quelli dopo il pulmetto pieno di bazookati e con te che tiri giù santi e madonne a colpi di mela.

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