è entrato nella stanza lentissimo, no. non avete capito, proprio leeeentiiiiissimo. sembrava stesse camminando a due centimetri da terra perché non faceva neppure rumore.
io mi sono accorta del suo arrivo subito. appena ha varcato la porta mi ha cercata con gli occhi e io non potevo non accorgermi. gli ho regalato il miglior sorriso disponibile delle nove meno cinque di mattina. io dico che alle nove meno cinque sorridere non è facile, in ogni caso il mio sorriso era bello son sicura.
mi sembrava che ci avesse messo cinque minuti a fare i tre metri che mi separano dalla porta ma nonostante tutto questo tempo non son riuscita a muovermi.
"ciao erika, aspetta che ti do due baci"
io a che mi da due baci prima delle undici di solito gli rigo la macchina.
ma lui mica lo poteva sapere. (lo perdono)
mi sono alzata e ho preso controllo "se lui cammina da rincoglionito mica posso rincoglionirmi pure io" mi sono sussurrata in un orecchio.
siamo andati a prendere un caffè che mi pareva una buona idea.
"sei andata poi sabato alla festa?"
"e certo che ci sono andata"
"se mi dicevi che c'eri tu venivo anche io"
"…"
improvvisamente mi accorgo di essere vestita di rosa. no. non avete capito ROOOsAAAAAAAAAA. jeans normali + canottiera aderentissima rosa + giacchino grigio rosa e viola + sciarpina in seta grezza rosa.
deve essere per quello che mi ha detto sta cosa carinissima, o forse perché la pensa e basta. non c'è nulla di male a dire quello che si pensa e lo faccio (quasi) sempre anche io poi. magari lui è uno di quelli come me.
passano minuti e ci spostiamo e facciamo una mezza riunione nella quale lui ricorda di alcune mie strane paranoie e poi quando ci rispostiamo fa in modo di farmi scattare una delle mie paranoie, quella della gente che mi sta troppo appiccicata. Abbiamo sei metri di terrazzo e mi sta appiccicato. mi sta così appiccicato che mi da fastidio fumare perché mi pare che si aspiri la mia sigaretta.
"sei sempre gentilissima erika".
è vero, lo sono.
sono gentile e sono vecchia. le cose così sino a non troppo tempo fa mi avrebbero fatta sorridere un bel po', le avrei prese come un complimento, me le sarei godute. rileggete. son cose carine. adesso queste cose me le rimugino via post e mi sento di aver perso un po' di scintilla, la scintilla sapete quale? the spark of life, la scintilla di vita, ho letto su un libro che dicevano così e mi è sempre piaciuta. E' come se sentissi e mi lasciassi attraversare dalle situazioni e basta, come se non ci fosse una persona che mentre non ci sono mi pensa come persona gentile o si ricorda delle mie paranoie o non va a una festa perché non sa se io ci sono o no. come se lui non esistesse sul serio.
e magari questa era solo una riflessione e lui sul serio non esiste e soprattutto io non mi vesto di fucking rosa.

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5 commenti

Archiviato in cose rosa

5 risposte a “

  1. leggerti è sempre un'emozione

  2. anonimo

    grazie.sei sempre gentilissimo clay :)cptuncino

  3. farò un commento come quello reiterato nel tempo da un'amica comune: non ci ho capito un cazzo. Salvo che lui pare gentile, se esiste. Però, più di tutto mi chiedo: come cavolo è che ti vesti di fuc*ing pink?!

  4. però ti ci vedrei tutta vestita di trine e pizzi rosa, e magari anche con le maniche a palloncino :-) (magari per carnevale, che so…)No. Mentivo. Però con i baffi da Hello Kitty… gh gh gh

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