è iniziato tutto con l'arrivo di vajoliroja.
era il 25 di aprile dell'anno corrente. Facendo due conti approssimativi era ieri l'altro.
lavoro come tre erike.
questa sera c'è stato il compleanno di mio fratello.
domani sera sono a cena al quadri che è un ristorante un po' di fichezza in piazza san marco a venezia.
venerdì ho un'altra cosa.
il mio amico guy è in città.
facendo due conti approssimativi lavoro come tre erike e vivo come sei erike.
peso effettivo 48 cazzo di chili, peso percepito quando mi alzo dal letto di mattina 320 chili, tutti tra schiena, spalle, ginocchia.
se non avessi vincoli farei una cosa, andrei all'aeropuerto e prenderei un volo, non per destinazione…per prezzo. direi così: "ho ottocento euro. sino a dove arrivo?" e non richiederei il ritorno, non perché non voglio tornare, chiaro che torno, vorrei tornare facendo un altro giro, tutto qua.
Poi mi immagino in una città con la spiaggia e le montagne, mi immagino di camminarci, mi immagino di essere sudata che fa caldo e mi immagino di stare sotto a una pioggia diddio, con i tuoni e i lampi e le ciabattine piene di acqua. Immagino vedere uscire le lumache dai tombini, immagino di avere sete e di bere tequila (por favor). Immagino un sacco di sigarette comprate a basso prezzo, immagino gente in strada che mi offre dell'erba buonissima.
io la rifiuto.
(non fumo erba da quando la mamma mi legge il blog)
immagino di essere ciccio.
immagino di sentire i brividi della pioggia sulla pelle un po' nuda.
immagino di entrare in una camera di albergo che riconosco come mia. Mi sdraio sul lettone enorme con le lenzuola sterili e non personalizzate.
mi ricordo di quando quella volta vajoliroja…
mi metto a ridere da sola, è sicuramente l'erba che ho rifiutato.
penso che son contenta dei miei ricordi, della mia storia personale che è simile a quella di tutti per amori e colori e profumi, penso di avere una bella vita nonostante la stanchezza.
lancio uno sguardo alle luci di caracas, chiudo gli occhi, mi addormento e son contenta di sapere che mi sveglierò a venezia.
buonanotte.

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1 Commento

Archiviato in cose rosa

Una risposta a “

  1. ho deciso di non farti più complimenti, anche se non è facile, perchè poi ci innamoriamo e ci troviamo entrambi a Caracas. Buonanotte, piccola! Mi farai sempre sorridere, come quella volta vajoliroja…

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