della mancanza e della abitudine.

Non sono la regina dei trattati ma, pensavo alle mancanze e inevitabilmente alle abitudini.
Quando uno dei nostri cari ci lascia in via definitiva, una morte ad esempio oppure un trasferimento, oppure ancora la chiusa di una relazione. Pensavo a cose così. cose leggere.
yeeeeep shit happens and it's gonna be worse.
in psicologia clinica esiste una cosa chiamata lutto, anche se non è relativa alla morte di tipo fisico.
lo so perché ho peccato di studi di psicologia clinica. In un mio periodo di vita che identifico tra i diciotto e i ventitre anni. Mi ero appassionata di psicologia perché da grande avrei voluto fare la psicologa del lavoro. Quelle che stanno negli uffici a sentire i pettegolezzi dei dipendenti tipo.
Poi ho smesso e ho intrapreso la carriera del food, magari a uno gli pare una via semplice quella del food ma a dirvela tutta, prima di essere la regina del food, sono stata la sbarbina del food e ho subito anni e anni di nonnismo.
Insomma friggevo patatine in un pub.
nowadays sono nella testa e nel cuore di chef tra i più ambiti del mondo per poter garantire loro i prodotti che hanno in testa, i prodotti che hanno in testa sono diversi da quelli che hanno sulla lista di prodotti che mi propongono di trovare.
perché vi racconto della mia carriera e dei miei studi e della mia vita? perché se avessi continuato la strada della psicologia del lavoro questo mio trattato sulla mancanza e sulla abitudine vi sarebbe stato presentato in maniera diversa.
Se un giorno al supermercato vuoi la pancetta perché vuoi fare la carbonara e la pancetta alla fine non c'è, prendi magari il tonno, fai la pasta col tonno. Il giorno dopo la pancetta di nuovo non c'è e prendi i gamberetti, pasta gamberetti e zucchine. Il giorno dopo ancora ti fai la pasta cotto panna e funghi…poi la puttanesca…poi col ragu.
Realizzi che la pancetta è definitivamente fuori produzione, non commercializzata in italia, completamente esaurita.
non c'è più pancetta.
un po' ti manca, ti manca tanto, nonostante la mancanza devi sopravvivere e gli altri ingredienti sono un'utilità.
ogni tanto ci pensi e realizzi che comunque stai vivendo in ogni caso senza.
va tutto bene.
un giorno dopo tanti giorni vai in un super che non è il tuo, scopri che c'è pancetta, te la porti a casa e ti fai la carbonara diddio, quella che tre giorni per digerirla non sono abbastanza, quella che poi fai i sogni erotici con il vecchio del terzo e perdi il desiderio per sempre, quella che ti abbiocchi sul tavolo con la forchetta a mezz'aria (non in questo ordine è a ritroso)
da qui ci sono due opzioni
la pancetta ti è mancata e lo realizzi solo nel momento in cui è nella tua bocca che ti è mancata proprio tanto e che anche se credevi di si non potevi davvero farne a meno.
oppure
si mi mancava ma comunque sta bene, nessuna sigaretta post carbonara dopo la carbonara…allora forse non ti mancava per davvero, allora forse non ti è mai mancata, allora forse non c'era per davvero tutto questo amore con quella pancetta o forse c'era ma è finito, ti sei abituato senza.



pensavo a come avrei esposto questa cosa della mancanza e della abitudine se niente niente fossi stata la massima esperta di campioni allergenici (i patch test tipo).

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4 commenti

Archiviato in bah shes an artist, la di lei vita, marino, shes

4 risposte a “della mancanza e della abitudine.

  1. per esempio mi sei mancata e non ti ho mai assaggiata, se mi abituassi a te non mi mancheresti più

  2. Certo che quando non si ha più nulla da dire si potrebbe anche smettere di scrivere.Hai smesso di essere interessante molto tempo fa.I tuoi lettori per tornare sul tuo blog non devono avere proprio niente da fare…Maxhttp://www.hokmaph.net/blog/?p=364

  3. anonimo

    ot:  vista l'evidente e paradossale  autoreferenzialità era prevedibile il fine dell'ultimo commento. ma in qualche modo mi lascia sempre un pò stupefatta e disarmata  chiunque  scopra l'acqua calda : D  clap clapK.

  4. Beh…non scrivevo sui blog da una vita e non leggevo da mezza, però una cosa te la devo dire.Quando entro qui devo farlo che non sia troppo tardi, altrimenti mi ci perdo a leggere a ritroso e faccio le ore piccole.Non ti conosco e non ho idea di quali siano le tue doti, ma una la conosco bene:sai donare sorrisi…:)

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