che il rispetto sia con te.

stavo andando a yoga poco fa, docciata di fresco e di corsa (sei minuti netti senza capelli), vestita di tutto punto e con i vestiti yoga lavati e profumati (che i vestiti nuovi puzzano di centro commerciale), pronta anche la borsa con il mio plaid arancione…
esco di casa, faccio una trentina di passi ma piano, velocità bradipo.
mi fermo, tiro fuori una sigaretta, la accendo e la fumo sul posto.
il posto è il cunicolo di sottoportici del mio condominio e degli altri dieci tutti intorno, ringrazio di essere al quarto che ogni tanto riesco a vedere Venezia da lontano e invece porto marghera e la zona industriale me li vedo sempre.
sono li ferma che fumo e mi sento qualcosa che non va, non posso muovermi.
passano due ragazze e dicono che rosa e nando sono in nomination, non so di quale spettacolo (spettacolo?) televisivo parlino, so che una volta quando ero piccola dicevo "che spettacolo danno questa sera in tv?" e poi si guardava genitori in blue jeans e boh, qualcosa d'altro e poi comunque io dopo genitori in blue jeans stavo tutto il tempo a suonare. menomale che avevamo la casa singola e in campagne che non mi sentiva nessuno, a parte i polli del vicino chiaro che si spiega con questo il loro lungo periodo di astensione dal far di uova. un milione di teorie da parte del contadino e invece era solo la kerika che provava la romanza.
di quale spettacolo parlavano le due ragazzine?
il cunicolo dei sottoportici sotto casa mia è una cosa che assomiglia al labirinto, quello col bestio nel finale. mi ci perdevo sempre qui sotto appena mi sono trasferita, poi ho scoperto il bestio, il proprietario di un rotweiller, un coglione. lui e il suo vizio di merda di tenere il cane a guinzaglio lungo, così lungo che il cane fa l'angolo e il proprietario arriva dieci minuti dopo, ignaro che il rotweiller ti sta lavando la faccia perché gli piace mangiarti pulita e non col trucco.
finisco la sigaretta, passa quello del terzo, al terzo abitano in venti, dislocati in quattro appartamenti, cinque in tre dei quttro appartamenti e gli altri quindici tutti in quello che resta. mi piacciono. le loro feste oscurano le mie, io in confronto sono un inetto a feste e voi, cazzo qualcuno di voi, a qualcuna delle mie feste avete partecipato. le mie feste sono fiche. le mie feste sono feste veneziane. 
e però quelli del terzo sono russi.
non posso mettermi in competizione coi russi a feste.
il che fa di me una civilissima residente del mio condominio. se non ci fossero loro mi avrebbero mandato il 113 son sicura. 
sono sicura e sono furba, organizzo feste solo quando so con abbastanza disinvoltura che c'è una festa di quelli del terzo in sincrono.
quello del terzo butta la sigaretta a terra, io la mia la spengo e la infilo nel tombino, ho ancora quella sensazione di merda addosso.
provo a far due passi per andare in direzione yoga e come mi muovo mi vien su tutta la mia giornata, ho sbroccato con un'amica ma non contro di lei contro la mia famiglia immaginaria, ho avuto quello che per comodità chiamerò crollo del nervo e invece non è, è quando sei una donna ma ti fai crescere le palle per la soddisfazione di vederle rotolare davanti a te, soddisfazione.
quando ero piccola a parte bloccare le ovulazioni alle galline e guardare genitori in blue jeans avevo queste sensazioni, brutti malesseri e paralisi.
le detestavo perché non c'era mai un momento giusto per avvertirle, arrivavano sempre in un momento sbagliato e più provavo a scacciarle più mi prendeva il malessere.
come oggi in un sottoportico.
quello del terzo mi ha lasciato il portone aperto. 
quando ho trovato il portone aperto mi sono incazzata come uno squalo, non lasci il portone aperto che sono a trenta metri e non sembro voler entrare in casa, è il quartiere dei furti il mio e in casa ho due gatti, il mio bene più prezioso che se gli succede qualcosa parte lo strazio e per tutti. 
gli ho detto così.
nella mia mente gli ho detto così, poi dal vivo no che resta che io son veneziana (volendo margherotta violenta) ma lui è russo e i film coi russi li abbiamo visti tutti no? tanto per non avere pregiudizi.
ho fatto le scale a piedi che l'ascensore mostra segni della vecchiaia, io e il mio malessere ci siamo trascinati in casa.
ho buttato il giubbotto per terra, ho pensato che forse oggi non era da yoga. quando ho pensato così il malessere se ne è andato, è scemato, è andato affanculo, così come era arrivato.
allora ho pensato che invece di fare buoni propositi per questo dueeundici, invece di farmi promesse che non manterrò mai, invece che inventarmi tante robe, ho pensato che magari dovrei stare qui e stare qui ora e cercare di capire quando voglio e quando non voglio fare una cosa e una volta capito questo rispettare la mia decisione (che è pure la prima regola dello yoga, la prima regola è di rispettare se stessi), vorrei andare anche dalla piccola kerika a dirglielo, le direi così:
"kerika, tesoro mio, se non hai voglia di giocare col biondino ora ci giocherai domani, cambia nulla anzi meglio"
domani, con tutte le forze, provo a spiegare il concetto al mio capo.

Annunci

11 commenti

Archiviato in la di lei vita, numb, shes

11 risposte a “che il rispetto sia con te.

  1. cerca solo di stare tranquilla. Anch'io abito al quarto.

  2. Da sposato abitavo al 4°, adesso al 1° e ½.
    Più si cresce, più si cala.

  3. più si cresce più si cala.
    mi piace.

  4. Se hai visto Snatch, hai paura dei Russi.
    Io anche di quelli che si presentano sotto forma di insalta, pensa un po'.

  5. non è esattamente paura…è che se dovessi litigar con qualcuno preferirei uno più piccolo di me (potendo decidere).

  6. mi piaccio quando sono sportiva.

  7. Bisogna allenarsi a smettere di guardarsi con gli occhi delle presunte aspettative altrui/doveri (del tipo: tutti i giovedì si va in palestra) e dirigere gli occhi verso l'interno, a guardarsi dentro.
    Però, visto che non è semplice e soprattutto non è automatico, bisogna andare piano. Fermarsi, darsi tempo, osservarsi, decidere.
    Lo Yoga aiuta.
    Ma soprattutto l'età. :)

  8. Invecchiare è una brutta parola.
    Si cresce in potere su se stessi :)

  9. anonimo

    ti voglio sempre più bene e immagino abbia a che fare col fatto che 'si cresce' anche da quest'altra parte : ) fortunatamente! i piccoli step 'verso' noi stessi sono di gran lunga molto più terapeutici di 22 sedute di yoga:*

  10. (firmarti no? ti par brutto?)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...