e poi muori.

Ero tanto amica di una che non ricordo come si chiama ed eravamo tanto amiche anche perché mi piaceva molto suo fratello Alessio, eravamo amiche anche per quello, non solo per quello. Suo fratello Alessio era  più grande, faceva intorno agli undici anni, praticamente era come se avesse vissuto quasi due mie vite ai miei occhi. La sorella di Alessio andava a fare ginnastica artistica al pomeriggio e io no, io ogni tanto e se mi andava bene andavo a pattinare col papà oppure ogni tanto se mi andava bene andavo alla fattoria del vicino, oppure ogni tanto se mi andava male stavo chiusa in casa con qualche parente che aveva vinto il premio “fai da babysitter a kerika per un pomeriggio”. Per alcuni miei parenti ero insopportabile, sono gli stessi parenti per i quali sono ancora insopportabile. Gente che se non facevo i compiti chiamava la polizia e la polizia mi portava via per sempre e non avrei visto mai più la mamma e il papà e poi in carcere avrei preso i pidocchi e mi avrebbero fatto i capelli a zero e avrei preso un’infezione da un altro bambino che mi avrebbe certamente portata a una morte dolorosa “… … … ti prendi un’infezione e poi muori” e allora io zitta e buona e immobile e china sui compiti che avevo già fatto, via a far finta di fare i compiti che poi se no morivo.

Le prime volte.

Poi mi si è girato il cazzo.

Anche se ero una femminuccia la sensazione è la medesima di avere il cazzo tutto storto nelle mutande, mi sono consultata con i miei amici maschi ed è proprio il fastidio che avevo  io a sei anni con alcuni parenti a casa mia, oppure peggio se ero io a casa loro, a casa loro non potevo neppure portarmi il cane.

Ho iniziato col dire alla mamma che detestavo quando venivano quelli la a farmi da baby sitter, che piuttosto stavo da sola col cane (che poi quel cane li, il mio primo cane, era simpatico come voldemort e mansueto come un grizzli ma con i dentini più affilati, dopo tre giorni di convivenza mi ha morso in faccia e ha rischiato di masticare con le gengive tutta la vita) secondo lei però a sei anni (e poi anche a sette) ero troppo piccola per stare a casa da sola. Le ho spiegato che questi volevano sempre farmi fare i compiti e che volevano sempre che io stessi ferma e che non saltassi o che non mi muovessi o che facessi i mestieri (si i mestieri) e che se non volevo fare qualcosa come dicevano loro avevano sto vizio di merda di voler chiamare la polizia. Non ho detto merda con la mamma a sei anni comunque, se no partiva il lancio dello zoccolo o in alternativa lo schiaffo in testa, lo schiaffo quello leggero ma che rimani umiliata due orette.

Poi mi sono rivolta a papà che era quello che in genere faceva la parte del buono quando ero piccola, mamma=polso papà=pollo, niente, non ho risolto un cazzo neppure con lui, di stare a casa da sola col cane preso al pet sematary non se ne parlava.

Da piccola non pregavo, ero una di quelle che andava in chiesa perché se no poi non potevo andare a giocare ed ero una di quelle bambine fastidiose che recitavano a pappagallo tutto durante le funzioni, e quando dico tutto intendo che parlavo anche quando parlava il prete, sapevo a memoria anche le sue parti e ne andavo pure fiera e per un periodo mi son convinta che sarei stata un prete perfetto se a sei anni sapevo già tutte le cose che diceva a memoria. Quando avrei raggiunto la sua veneranda età, che il mio prete avrà avuto una ottantina di anni e comunque ora è sicuramente morto, sarei stata mille volte più brava di lui, avevo già imparato tutto. A parte che non pregavo chiaro. Non pregavo ma pensavo le cose fortissimo, stavo concentrata e iniziavo a pensare a quello che volevo e a quello che non volevo, lo facevo in continuazione, lo facevo nel letto prima di dormire, lo facevo mentre correvo con la bicicletta, lo facevo mentre facevo l’eco al prete, lo facevo quando stavo nel pulmetto della scuola, lo facevo sempre e in quel periodo pensavo “devo diventare amica dei poliziotti così quelle si mangiano una vasca di merda quando la polizia non mi mette in prigione”  o qualcosa così.

Una sera di estate, e in estate ero davvero snervata dalle sessioni di baby sitting perché in estate mi toccava subirli sin dal mattino presto, stavo nel giardino a giocare per gli affari miei, era il periodo di creamy quindi ero li a far “pampulu-pimpulu-parim-pampùmpimpulu-pampulu-parim-pampùm” e per poi ritrovarmi uguale identica a prima ma più delusa. Insomma quella sera si ferma davanti a casa nostra una pantera, non una pantera come il gatto, una pantera come l’automobile. E’ arrivata piano e dopo aver attraversato la piazzetta si è parcheggiata davanti al mio giardino. Io, che a prescindere dai parenti sgradevoli avevo a parer mio qualcosina da temere, come prima cosa sono andata a nascondermi dentro alla fontana con i rumatera (i rumatera sono pesci di cui non so il nome in italiano ma poi mi andrò a documentare). Mio padre è uscito di casa con un bel sorriso vivace ed è andato in direzione dei poliziotti, poi con la coda dell’occhio mi ha vista e ha tirato un porco, hmmm due o tre, e mi ha mandata in casa a lavarmi e cambiarmi.

Quando sono uscita di nuovo in giardino, pulita e profumata e vestita, ho visto i miei che chiacchieravano con sei poliziotti sul tavolo del giardino, avevano anche tagliato l’anguria e poi c’era anche un’altra pantera davanti al giardino. I poliziotti avevano le pistole addosso e avevano anche le radio e io soprattutto ricordo che quando si attivava la radio come prima cosa non capivo un cazzo di quello che diceva la radio e poi facevo un saltino perché aveva il volume alto alto. Insomma i miei chiacchieravano e tranquilli con i poliziotti, mi è balenato per la testa il pensiero che volessero farmi rinchiudere ma mi è passato quando ho visto che i miei erano felici di vedermi.

Ho studiato la situazione da distante per un pochetto, non riuscivo a giocare a creamy ed ero anche un po’ in imbarazzo perché sentivo che ogni tanto parlavano di me, allora facevo finta di potare le piante. Mi sono avvicinata con calma, ho preso un pezzo di anguria, per essere precisi ho preso il pezzo sopra di una fetta e basta, tanto per sentire mio papà che tirava di nuovo giù la madonna e per comunque affinarmi il palato senza dovere necessariamente pisciarmi addosso per aver mangiato tutta la fetta invece che solo il più buono, poi comunque era carina la fetta con la forma dei miei dentini. Poi mi son messa li in mezzo e ho aspettato che qualcuno dei poliziotti mi parlasse o che i miei mi introducessero a questi miei nuovi amici. Niente, un cazzo, la bambina invisibile, ho preso l’iniziativa, mi son messa a un capo del tavolo e ho iniziato a urlare “pooooooooooooooolizioooooottttttiiiiiiiiiiiiiii?” al che è scattato l’intervento di mio papa che mi ha detto che avevano un nome, mi ha detto il nome di tutti solo che non ne ricordo neppure uno, in ogni caso mi son messa a parlare con quello che mi pareva più giovane e mansueto e gli ho chiesto se era vero che i bambini venivano portati via dai poliziotti e tutte le altre cagate.

“no.”

avevo tutto quello che mi serviva.

“stai buona se no chiamo la polizia”

“chiamala”

“guarda che la chiamo”

“chiama chiama”

Ha fatto addirittura una finta telefonata quel gran personaggio di mio parente sgradevole ma io ormai ero serena come una mucca in india.

Quei miei parenti sgradevoli li non mi hanno fatto mai più il baby sitting, quel giorno li ho distrutti, demoliti, devastati, hanno perso i capelli. Il mio desiderio si è esaudito. Di poliziotti poi ne ho conosciuti anche più avanti però vabbeh… era per altre cose che adesso non sto a raccontarvi.

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10 commenti

Archiviato in cose arancioni, she's

10 risposte a “e poi muori.

  1. le tue storie da piccola sono bellissime!

  2. dany

    Grande, sei stata grande! Bastardi zii che volevano terrorizzare una povera bimba!
    Mi è piaciuto moltissimo il tuo post.
    Dany

  3. io anche sono rimasta plagiata da creamy, infatti non vedevo l’ora che piovesse per saltare dentro le pozzanghere
    con somma gioia di mia madre
    ma non succedeva mai niente e io ci rimanevo male
    le mie preferite erano quelle dove c’era caduta della benzina e facevano tutti gli arcobaleni sulla superficie
    mi sembravano un po’ più magiche ma alla fine non funzionavano comunque

  4. : ) grazie a tutti e due.
    signorina ilanio :) e poi c’è stata la emi e il magico mondo di gigi e poi la evelyn o qualcosa di simile e poi una coi fiori. e mi sento la mamma ora però non ci son più i cartoni animati di una volta.

  5. betta

    il rumatera in italiano si chiama “carassio”. lo so perchP gio suona in una band che si chiama proprio Rumatera!

  6. Tr6diciNe9a

    che divertente, grazie

  7. ma betta anfatti te lo volevo chiedere poi mi son straviata. grazie
    tredicinera prego.

  8. il mio blog è più arancio del tuoooo! cicca cicca lollaaaaa! :)

  9. antsonc

    “Chiama chiama”

    Ho riso come un pazzo, infatti il mio collega mi ha detto: “‘azzo ridi?” XD

  10. ne son felice, la vostra risata è la mia miglior soddisfazione.

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