ieri.

ieri ho conosciuto una donna in un ospedale.

l’ho conosciuta in un modo non convenzionale, il modo non convenzionale è il mio modo preferito per conoscere una persona. Ho potuto osservare il suo corpo e il suo viso con molta tranquillità, la guardavo perché ero in una situazione che me lo permetteva, lei distesa su un lettino e io seduta al suo fianco.

Non le conto i respiri ma ne sento la regolarità, le guardo il petto e poi il bacino, mi chiedo che biancheria indossi, mi chiedo che biancheria indosserei io in ospedale, la mia ultima degenza risale ai tempi in cui giravo in pantaloni corti, la biancheria intima prevedeva orsacchiotti e robe rosa.

Dice che io sono di quelle che le imposizioni proprio no. Una cosa che li per li va bene per tutti, chi ama le imposizioni? lei però aveva in quel momento toccato una mia ricorrente delle ultime dodici ore, nelle ultime dodici ore nella mia testa trattavo solo di imposizioni, lei lo sapeva, non era sul generico era su quello.  Non ci siamo mai viste prima di ora, mi sento come quando ho dato la mano a una zingara.

La voce del narratore interrompe la donna

“da cosa lo hai capito?”

dice che lei è una che osserva, capisco che il punto di vista migliore non era il mio in quel momento ma il suo, dice che è per come mi muovo e per le mie espressioni.

La osservo ancora, la sua gamba che cerca aiuto dal bacino. Mi chiedo se prova dolore, racconta di un formicolio, parla del sentirsi spolpata.

Il narratore nota l’accostamento tra formicolio e spolpata, lo noto anche io, il narratore lo fa notare a lei.  Le parole non sono mai usate a caso è la lezione. Ho davanti agli occhi l’immagine di una nettarina spolpata da decine di formichine.

 

 

 

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6 commenti

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6 risposte a “ieri.

  1. l’immagine fa un po’ senso, ma non ho capito chi fosse il narratore perché all’inizio mi sembravi tu, invece alla fine no; però mi chiedo se il narratore sia cosciente del fatto di essere un po’ effeminato con tutti quegli orsacchiotti e l’intimo rosa

  2. Tr6diciNe9a

    Immagine non sollecitata,Channeling,
    Magari la biancheria rosa non è la sua

  3. il narratore non sono io.
    io sono quella che prima del libero arbitrio infilava mutande rosa e mutande a orsetti.

  4. aspetta, ci capisco ancor meno: “La voce del narratore interrompe la donna”, ovvero interrompe te? o la donna distesa?

  5. in pratica, se sei tu che racconti (e il fatto che le mutande rosa fossero le tue lo testimonia), che c’entra il narratore?

  6. il narratore è una persona che si infilava ogni tanto nei discorsi tra me e la donna.
    questo post è onirico quasi, surreale di sicuro, questo spiega la confusione forse.

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