Felice.

Ieri ho saputo che oggi avrei conosciuto uno che di nome fa Felix. Non è che io sia una veggente o cose così, è che ieri ho ricevuto una mail da uno che si firmava Felix e che mi chiedeva se potevo andarlo a trovare non appena arrivava a Venezia. Non è che io sia una di quelle che va a trovare la gente quando arriva a Venezia, però era una cosa di lavoro…non è che io per lavoro organizzi strani meeting domenicali con uomini che si chiamano Felix, faccio qualcosa di altro.

Insomma ieri, per motivi che non vado a spiegarvi in dettaglio che se no qualsiasi cosa io dica si può palesare un fraintendimento che poi io mi sento in dovere di smontare e per poi con la spiega crearne uno di ancora più grande, ieri io sapevo che oggi avrei conosciuto un Felix ed era il primo Felix della mia vita.

Ero tutta contenta di andarlo a conoscere, uno perché mi aveva chiesto cose facili, facilissime, cose che avrebbe potuto fare anche la mia stagista e senza insicurezza, due perché ero li che mi immaginavo sto Felix tutto il tempo e io sto Felix me lo immaginavo (ok avevo un pregiudizio) con un sorriso da molti più denti di quanto siano necessari e con le orecchie che gli tengono ferme le labbra che se no gli avrebbero fatto il giro intorno alla testa da quanto sorrideva. La mia idea di Felix è di uno felice, un po’ come la mia idea di Gaia e la mia idea di Allegra (fatalità non ho mai conosciuto nessuna Gaia e nessuna Allegra ma so che esistono per sentito dire).

Insomma sono arrivata da Felix e avevo ragione, avevo un sacco di ragione, mi sono trovata davanti a un biondino con i denti color denti di finlandese della pubblicità che gli sparano il dardo, un sorriso da giulietta roberts, due occhi azzurrissimi e tutti che ridevano anche loro in compagnia. A Felix gli sorrideva anche il naso e le orecchie, A Felix gli sorrideva tutto.

Mi sono ricordata di quella mia amica che doveva chiamare sua figlia Laura e che poi quando è nata l’ha guardata bene in faccia e ha capito che il nome adeguato era sicuramente Gioia (gioia  è nata con la bocca così :D quella volta) e poi mi sono ricordata di quella volta che i miei volevano chiamare mio fratello Matteo e invece poi quando lo hanno visto han detto Andrea (Andrea è meno intuitivo di Gaia come nome ma i miei avran deciso che aveva la faccia da Andrea quella mattina) e poi una mia amica mi ha detto che in qualche posto puoi dare il nome a tuo figlio dopo qualche giorno, conoscerlo e vedere come è e poi dargli il nome.

Mi chiamo Erika, Erika con la K mi raccomando, dicono significhi “unica padrona/unica dominatrice” da quando ho visto Felix ed ero tutta contenta che avesse il nome abbinato alla faccia son qui che provo a vedere se anche io un pochetto.

Annunci

5 commenti

Archiviato in Uncategorized

5 risposte a “Felice.

  1. quando ci incontreremo, metti la tuta in latex e porta il frustino, così non mi deluderai :)

  2. Allora eri tu quella Erika di ieri!!! E pensare che anch’io ho passato ore sulla gondola ad immaginare come potesse essere una Erika con la kappa.
    Felix.

    ps: se per te le cose che ti ho chiesto erano facili allora fammi lo sconto…

  3. eheh
    (lo sconto è esattamente quello che mi è stato chiesto, lo chiedono sempre)

  4. Sì, siamo così.
    Erica (con la c)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...