maybe this is not fair but…

Questa mattina camminavo in direzione porto più rincojonita del solito, reduce di una serata da femmine, un delizioso ristorante veneziano, qualche bicchiere di tocaj e tanta stanchezza vecchia.

Non è che io e le mie amiche di ieri sera usiamo parlare di sex & the city, lo troviamo fuori moda, non si parlava di sex and the city neppure quando era di moda parlarne e però ieri sera e che ci siamo guardate negli occhi ed eravamo vestite in un certo modo e forse ci siamo sentite anche un po’ invecchiate, beh ieri sera ci siamo dette che sembravamo una scena di sex and the city però a Venezia che è più raccolta di new york. Abbiamo impiegato dieci anni per sexandthecityzzarci per sentirci un pochetto in empatia con le protagoniste e, probabilmente, abbiamo impiegato una decina di anni per raggiungere un livello economico lavorativo stabile venti volte meno di quello manifestato dalle quattro protagoniste e però sufficiente a farci sentire economicamente e lavorativamente stabili come le protagoniste. Merito anche di Venezia che è più raccolta.

Questa mattina dicevo, camminavo per il porto, ho visto per terra un foglietto piegato in due, non era sporco, credo fosse caduto a qualcuno da molto poco, l’ho preso su e ho iniziato a leggerlo immobile sullo stradone coi binari del treno e la distesa di piccioni e le barche, e i trasportatori che davano giù di clacson e di urla  che se no non si coordina niente e io però lo stesso ho trovato un mio silenzio.

Il foglietto dello sconosciuto parla di amore, parla di cuoretti che sanno ascoltare, parla di dolore, di negazione, di sofferenze estreme, di nuovo di cuoretti, i cuoretti silenti. Parla di abbracci, di incontri, di aspettative.

Parla di un amore gratuito, un amore faticoso, un amore consapevole di un sacco di cose e che mi ha tolto il fiato per almeno due istanti.

Non c’è una firma,  non ci sono dettagli a parte un nome “Matteo” e  una data “7 marzo”, mi chiedo per quanto lo abbia tenuto addosso il foglietto, se si sia accorto di averlo perduto, se ne sentirà la mancanza. Lo sto per nascondere in un angolo del mio cassetto che la vita a volte è strana e non sai mai cosa e chi incontri e perché, lo tengo nel mio cassetto che mi par bello nel caso un giorno poterlo restituire.

 

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4 commenti

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4 risposte a “maybe this is not fair but…

  1. Ale

    Sempre una fia de cuor…Ciao bea!

  2. Ciao caro, tutto un cuor.

  3. TrediciNera

    E’ una Parabola?Accaparratrice.Eè una malattia sai?Dai fotoromanzi e le telenovelas ai fogliettini.Ancora vite degli Altri.”Speriamo che”

  4. non è una parabola, è esattamente quello che ho scritto.
    a me piace leggere e scrivere ancora di più, infarcire, raccontare, cose belle, cose brutte, cose divertenti, invenzioni della mia mente e reportage di fatti veramente accaduti, adoro scriverli, leggerli e scriverli. Vorrei fosse chiaro.

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