ho scritto un libro, lo ho scritto in arancione.

non scrivo per tutti, non ne sono capace.  Ho uno stile mio che i miei tre lettori che mi seguono dal duemilaequattro forse possono riconoscere con facilità. Ho uno stile mio che una persona con cui ho trascorso un pezzo di vita un giorno ha chiamato “il tuo font”.

non scrivo per tutti, non ne sono capace, scrivo possibilmente per altri e quando vengo a sapere che un mio pezzo è piaciuto o è stato divertente o è stato in qualche modo emozionante sono felice, attenzione che sono proprio felice, non semplicemente contenta.

oggi sono stata a trovare un amico che lavora per il mio comune di riferimento in qualche campo relativo all’editoria e inevitabilmente alla promozione della stessa. Sono stata a trovare questo mio amico che era in pole position nella promozione del mio libro, un tempo. Mi ha spiegato il mio amico che alla promozione del mio libro sono scattati degli allarmi, dei piccoli allarmi che indicavano che il libro fosse in conflitto con qualcosa o con qualcuno o con troppe cose per essere promosso. Il mio amico mi dice che non smetterà di lottare per la promozione del mio libro nel mio comune.

Ho detto al mio amico di smettere.

Si sono amareggiata certo ma non sono solo amareggiata, sono amareggiata e un sacco di altre cose, una di queste altre cose è “serenizzata”.

Non scrivo per tutti, non ne sono capace, il mio libro lo ho scritto con il mio font, proprio con il mio font che chi mi conosce lo sa (cit. Gioele Dix), il mio libro lo ho scritto in arancione e con le parolacce e con dei temi di attualità in mezzo, tra una parolaccia e l’altra e ragionando sul fatto che non scrivo per tutti poi ho capito che non è vero che non scrivo per tutti, io scrivo per tutti.

Ho scritto un libro e lo ho scritto per tutti e lo ho scritto in arancione.

Ci si prende delle responsabilità, l’averlo scritto col mio font e in arancione è la mia, l’avermelo pubblicato e dispacciato è quella dell’editore, far girare la voce bene quella degli amici a cui è piaciuto, far girare la voce brutta quella di chi mi odia sulla fiducia o che il libro gli ha fatto schifo al cazzo,  decidere se promuoverlo o bruciarlo da qualsiasi iniziativa culturale quella del  mio comune.

non sarò mai in grado di scrivere qualcosa che piaccia a tutti, non importa, ho letto un sacco di cose che hanno fatto fastidio ai più e che però io ho in qualche modo amato, allora mi pareva opportuno come lettrice, una che legge con gli occhiali arancioni, di dire grazie alle realtà che fanno in modo che possiamo leggere anche quello che alla maggioranza fa schifo al cazzo (schifo al cazzo è scritto in arancione, chi mi conosce lo sa), che a volte io scrivo per tutti e però sempre sono contenta se gli ha fatto piacere leggermi anche solo a uno, mi pareva un buon momento ecco.

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4 commenti

Archiviato in cose arancioni

4 risposte a “ho scritto un libro, lo ho scritto in arancione.

  1. l’arancione è il colore del sesso.
    secondo chakra a destra e poi dritto fino al mattino.

    che allarmi?

  2. spikkia

    A me piace molto in queste ultime serate avere fra le mani il tuo libro scritto in l’arancione. Per il resto, fregatene :-)

  3. ti voglio bene Vale. ti devo sedicimila tramezzini al rosso anche :)

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