io, Kerika.

L’altro giorno, e ci tengo a precisare che quando dico l’altro giorno intendo un periodo variabile tra le ultime sei ore e gli ultimi venti anni, stavo pensando al nuovo libro di Zlatan Ibrahimovich “io, ibra” con ibra scritto tutto col font maiuscolo. Pensavo all’impatto natalizio di quel libro e pensavo, anche se di fatto non ho visto con i miei occhi, a quante pile metteranno di quel (l)ibra in entrata alla feltrinelli. Pensavo anche che lui mi piace da sempre, beh non da sempre sempre ma mi piace da quando era alla Juve, prima che la Juve andasse in b, avevo anche seguito la sua evoluzione personale in quella squadra e mi sono resa conto molto presto di quando lui aveva le palle ben gonfie di star li, prima degli scandali calciopoliani e varie. A distanza di qualche altro “l’altro giorno” ho trovato divertente anche accorgermi di quando ibra era stufo di stare all’inter che io sono una di quelle che magari non ha l’occhio svelto per vedere se è fuori gioco e però nota subito se a uno gli si stan gonfiando le palle.

La mia gatta nera, per dire,  si chiama Zlatan, quando la ho presa dal gattile mi pareva, così solo a guardarla,  che avessero una indole simile e mi pareva bello chiamarla così.

Una intro del libro di Ibra racconta che quando lui era bambino la mamma gli dava col mestolo di legno in testa.  Anche io, è accaduto anche a me da piccola, mestoli di legno e zoccoli, non zoccoli crocs, zoccoli quelli veri, sempre in legno. La mamma, la mia, aveva preso una specialistica nel lancio degli zoccoli.

Io, kerika,  sono nata a fine 1978, lui, Ibra, è nato a fine 1981, sono tre anni e in tre anni il mondo svolge una evoluzione ma, in questo caso, l’evoluzione non è di rilevanza ai fini del mestolo e dello zoccolo perché i programmi televisivi che hanno consigliato di abolire il mestolo di legno assorbi batteri in favore del mestolo di plastica siliconica si sono fatti avanti solo nell’ultimo quinquennio.

Ci tengo a rassicurare un po’ tutti che questi metodi io, kerika,  li trovavo divertenti, nessun vicino di casa ha mai chiamato l’enpa per difendere me o mio fratello e alla fine non ci siamo neanche mai fatti  male, se la mamma aveva la specialistica in lancio noi avevamo la specialistica in schivo e fuga. Il fatto importante  è che sia io sia mio fratello eravamo bambini sul difficile, e credo che se la mamma avesse conosciuto Ibrahimovic o anche la mia gatta a quel tempo, forse, invece che kerika e andrea,  lei ci avrebbe chiamati zlatan di nome di battesimo, a tutti e due.

Io e mio fratello dalla nascita ad oggi abbiamo sempre avuto i capelli rossi e le lentiggini per dire e fatalità tutti i film con i ragazzini fastidiosi vengono interpretati dai bambini con i capelli rossi e le lentiggini, insomma ci sarà un motivo.

Ai giorni di oggi e in alcuni posti probabilmente una buona soluzione sarebbe stata uno psicologo o quel farmaco che ti calma i bambini, in mal parata una camicia di forza…negli anni ottanta e dove abitavo io invece  si usava mestolo e zoccolo e anche di metterci in castigo di clausura.

ricordo che in un periodo della mia vita che andrò ad identificare come “l’altro giorno” avevo accumulato così tanti castighi di clausura che facendo due conti ho scoperto che sarei potuta tornare a uscire a 23 anni, ne avevo 16.

Sempre nella intro del libro si parla del tatuaggio che ha Ibra sul fianco “solo dio può giudicarmi” deve essere scritto tutto per esteso e forse ha usato almeno una maiuscola e questo credo sia uno dei maggiori vantaggi di essere alti un metro e novantacinque per un peso di novantacinque chili. Io, kerika, che dichiaro di essere alta 160cm che forse ho arrotondato per eccesso e che peso una cinquantina di chili che forse ho arrotondato per difetto,  il tatuaggio che ho sul fianco destro è un ideogramma cinese, alto sei centimetri, largo sei centimetri e che vuol dire cavallo ma se pronunciato nel modo sbagliato vuol dire mamma.

Quando lo ho fatto il tatuaggio, non ho pensato a una frase ad effetto come Ibra, ho pensato che era meglio se i miei non se ne accorgevano e che nel caso in cui se ne fossero accorti sarebbe stata loro premura rimuovermelo a unghiate (o anche scavandolo col mestolo di legno).

E niente, ripensando ai bei tempi andati sono qui che immagino  a che ridere se i miei mi avessero scoperto il tatuaggio e che ridere se il tatuaggio fosse stato “solo dio può giudicarmi” son qui che mi figuro la loro faccia.

 

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4 commenti

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4 risposte a “io, Kerika.

  1. *A

    me la figuro anche io.
    tipo che il commento di mia madre sul mio tatuaggio e’ stato:”mioddio adesso non potrai piu’ farti le tac”… e io ho ce l’ho mandata.

    *A

  2. Io non sapevo mica bene chi fosse questo IBRA, ma quando ho visto la copertina del libro ho pensato fosse inquietante.
    Zlatan. Bel modo, sei uno Zlatan.
    Post grandioso.

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