aneto, dragoncello, origano, maggiorana, foglioline verdi.

Per il lavoro che svolgo, il lavoro che mi permette di mangiare tutti i giorni e di pagare le bollette della veritas, a volte mi trovo a discutere di cose che per i più non hanno la minima rilevanza ma che per me sono fondamentali. Ad esempio non troppo tempo fa ho perso un giorno di vita perché l’acqua san benedetto in bottiglia da 0,25 in vetro con il tappo a vite è una cosa, con il tappo a strappo è una cosa completamente diversa. Non solo, spesso mi trovo a colloquiare nel merito di altri dilemmi che per i più sono trascurabili e che per me, in quel momento, sono fondamentali. Ad esempio se l’aneto è davvero sostituibile con il dragoncello.

Per la mia passione, il lavoro che mi piacerebbe svolgere, trascorro minuti, a volte ore, nei periodi di insicurezza addirittura giorni, a ripetere ad alta voce una frase per capire se in quella frase, in quel contesto suona meglio “docile” o “mansueto”, e in linea generale ad eliminare gli avverbi, tutti gli avverbi.

Per il mio lavoro su me stessa, sto trascorrendo un sacco di tempo a provare a fare cose come questa  senza pestarmi il naso sul tappeto. Per il mio lavoro su me stessa non è fondamentale che io impari a fare tutte le posizioni, è però importante che io capisca perché non riesco a fare tutte le posizioni, che io vada a motivare il mio limite. In questa posizione qui ad esempio, che è quella del corvo, è sì richiesto un equilibrio e una concentrazione apprezzabile ma è anche richiesta una potenza di braccia e una forza sui polsi. Non è tutto. E’ richiesta, e a me perché lo yoga è individuale, una dose di coraggio che io al momento sembro non avere. Non mi fido delle mie braccia, in questa posizione e in altre più semplici per il mio (e ripeto che si tratta di me) corpo. Sovente mi capita di trovarmi in una posizione, e mi ci trovo perché i miei insegnanti sono bravi, tenerla sino a che realizzo come sono messa con le gambe spalancate e la testa parallela al pavimento ma con lo sguardo rivolto al cielo e un braccio che mi sostiene e quell’altro è su e il petto e le spalle sono bene aperti. Quando realizzo mi agito, respiro con la pancia ma mi agito, sciolgo. Non credo abbastanza in me stessa e me lo sta dicendo lo yoga, devo solo capire dove altro.

Un lavoro che mi piacerebbe fare se non avessi il mio è la piantaiola, dico piantaiola perché fiorista è un’altra cosa. Sono contenta quando ricevo i fiori, mi piacciono, li adoro. Sono più contenta delle piante, vorrei avere il terrazzo ricoperto di piante di girasole e di gerbere e di tulipani e di alberi di rose arancioni. Credevo di avere il pollice nero e invece scorsa settimana ho tagliato i rami secchi dei miei due benjamin e sono diventati proprio belli, ordinati e in questi giorni mi hanno premiata per la pulizia regalandomi delle foglioline minuscole e verdissime.

Son che aspetto che mi escano le foglioline verdi dappertutto.

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2 commenti

Archiviato in cose arancioni, cose yoga

2 risposte a “aneto, dragoncello, origano, maggiorana, foglioline verdi.

  1. silvia

    Tanta bella energia in questo post……Mi hai fatto venire una gran voglia di iscrivermi a Yoga…

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