l’educazione animale ai tempi di kerika.

Di giorno riposano dentro alle fessure, nei muri, negli alberi, nelle grotte? non ci sono grotte al villaggio dei fiori. Al primo crepuscolo sono in processione sul mio terrazzo. Il terrazzo sistemato a nuovo con le piante fiorite. Una volta in Taliandia un Tailandese mi ha detto di osservare bene un albero, un albero enorme in un’isola in cui c’era nulla a parte quell’albero e altre isole e il nulla (in teoria dovevano esserci le scimmie ma per qualche ragione che non ho capito non c’erano), l’albero era ricoperto di ombre scure, il tailandese li chiamava black points, punti neri, sì sì erano pipistrelli.

Quando ero piccola, ma neanche tanto, mi dicevano che i pipistrelli mi si sarebbero attaccati ai capelli e che mi avrebbero pisciato in testa e i capelli non mi sarebbero cresciuti più. Va da se che quando giravo di notte in campeggio usavo sempre le maglie col cappuccio. Una volta che ero in Venezuela qualcuno mi ha detto che un pipistrello gli ha mangiato il cane, e io lo sapevo che Caracas era una città pericolosa ma me la facevo così per gli umani.

Dicono che il pipistrello del villaggio dei fiori (casa mia) possa inghiottire intorno ai 3000 mussati(zanzare)/notte e che si nutra solo di quelle. Un po’ me li vedo “andiamo a cena” “sì dai” “mussati vi va bene a tutti?” “mussati è perfetto” “prenoto per sei in terrazzo della kerika…appena ristrutturato”

Che poi non sono in sei, sono in due, non li ho mai visti da vicino per poter dire che sono sempre i soliti due ma ho un presentimento. Li vedo che son li che ronzano da quando sono sotto casa al mio rientro e li guardo con mezzo terrore. Una volta salita in casa col cazzo che apro le finestre che di volatili ne sono già entrati che basta. Allora sto li, prigioniera e nel dubbio del se saranno in grado si spaccare una finestra tengo i capelli raccolti.

Il cavallo di fiume.

Già solo il nome è fantastico, quando ero piccola lo chiamavo Ippopota perché non avevo idea di come eventualmente declinare un femminile o un maschile. L’ippopota come prima cosa non vive *anche* nel villaggio dei fiori, come seconda cosa mangia più o meno 40 chili di erba al giorno. Non ho idea del se l’ippopota abbia mai ucciso il cane di uno di Caracas ma so che ogni tanto si uccidono tra loro…che vuol dire tutto e niente, ci sono un sacco di specie che si uccidono tra loro. L’happy hyppo “in the jungle the mighty jungle the lion sleeps tonight” è una delle cose che mi fa sorridere sempre e gli copio il balletto anche da sobria. Uno dei comportamenti sociali prevalenti dell’ippopota è la “defecazione da sottomissione”…me li immagino “ti ho detto che il capo sono io” “non è vero” “non provocarmi” “senno?” “senno ti cago addosso” seguono 40 chili di erba rielaborata. L’ippopota, il mio grassoccio animale preferito che ho disponibile in svariati modelli di pelouche, in africa è uno dei maggiori pericoli per l’uomo.

Ho deciso di rivedere qualcuno dei miei pregiudizi partendo dalle basi ecco.

 

 

 

 

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3 commenti

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3 risposte a “l’educazione animale ai tempi di kerika.

  1. Mis(s) Chief

    Cara KeriKa, vorrei invitarti a riflettere sul perchè un ippopotamo decide di attaccare l’uomo e che tipo di uomo. Non sempre i comportamenti di una specie animale, la sua vera indole e le sue giustificate reazioni, vengono davvero interpretate obiettivamente da chi, per il semplice fatto di abitare un territorio, si arroga il diritto di farla da padrone scegliendo deliberatamente di ignorare determinati equilibri di specie viventi solo perchè non hanno la facoltà di farti un fischio per farti capire che stai pisciando fuori dalla tazza mancando loro di rispetto o pretendere che agiscano secondo la logica che nemmeno l’umano riesce sempre ad avere, se non dopo aver frequentato un corso di “anger management”.
    Ti invito con un sorriso a guardare questo video che ti stringerà il cuoretto e a riconsiderare dei pregiudizi partendo dalle basi.
    Un ippopotamo salva dall’ assalto di un coccodrillo non il suo cucciolo, ma un giovane springbok, lo porta in salvo, lo riscalda con il suo fiato per rianimarlo, gli lecca le ferite e lo assiste restandogli vicino incoraggiandolo a rialzarsi per raggiungere il suo gruppo.
    Happy Hippo 4eva!! :)))

    http://laverabestia.org/play.php?vid=1631
    Mis(s) Chief

    • Maccceeerto, sono più che sicura che quando la gatta voleva estirparmi gli occhi era colpa mia, il punto era un altro, ovvero: se a cinque anni mi avessero liberata in Africa avrei come prima cosa abbracciato un ippopota, mentre avrei avuto qualche tentennamento con il leone, oggi anche no. Grazie per il video.

  2. Mis(s) Chief

    Chi l’avrebbe mai detto che il “PANDA” indiano in effetti costituisca una grave minaccia in Orissa ed in particolare per i turisti italiani?

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