Complicare il pane, quello muffito.

Se c’è una cosa che vale per tutti è che quando decidi di liberarti di un oggetto vuoi che accada nella massima ottimizzazione del tempo. Vuoi liberartene subito.
Non importa se si stratta di un residuo della cena prima o del vaso che ti ha regalato la suocera e (come sarà mai potuto accadere?) ti è caduto per terra.
Da persona normale, non tra le più civili ma tra le abbastanza civili, in casa ho vari sacchetti:
Sacchetto plastica e lattine
Sacchetto umido
Sacchetto carta e tetrapak
Sacchetto indifferenziata
Certo ogni volta che mi è morto l’albero di natale l’ho portato al contenitore di arbusti e ramaglie che è cosa a parte ma sono eccezioni, è accaduto solo dutrequatrahmla volte. (ho detto abbastanza civili all’inizio).
Insomma hanno messo il lucchetto ai contenitori della raccolta indifferenziata, credo sia perché ci buttavano dentro di tutti, ora per usarli serve una chiave che puoi comodamente ritirare al comune (da casa mia serve un bus o una macchina oppure una mattina se ci vai a piedi) e in orari semplici per tutti quelli che non hanno una vita, tipo dalle nove e mezzo alle nove e quarantacinque il lunedì e dalle quattordici alle quattordici e quindici di martedì ma solo nella settimana dal due al sei di luglio perché quella dopo gli orari son diversi.
Io vivo al flower village 30038, che somiglia a beverly hills 90210 ma è diverso. Come prima cosa invece di avere vicino casa un college di studenti diciottenni ho un centro per ultra settantenni. Invece di avere le ville private con piscina e maggiordomi addetti allo smistamento della immondizia ci sono le case popolari con le tapparelle chiuse tutto il giorno perché la gente è a lavorare. Ci sono anche quelli che non sono a lavorare e visto che è un po’ luglio hanno le tapparelle abbassate perché sono in ferie. Ci sono quelli che non lavorano e non sono in ferie che però sono anziani. Poi c’ è la mia vicina di casa che fa parte del venti percento di popolazione che come me potrebbe trovare minuti per prendere la chiave ma non lo ha fatto. Alla vicina di casa di recente è morto il criceto, lo so perché quella sera io uscivo per andare a cena e ho visto la gabbietta fuori dalla sua porta che vuol dire quasi davanti all’ascensore, il criceto era dentro con le zampe per aria. La vicina lo deve aver lanciato nell’umido nottetempo perché al mattino dopo non c’era traccia, si forse un po’ di odore di criceto morto nella sua paglia è rimasto, ma poco.
Le persone che abitano questo quartiere insomma non vinceranno il premio di migliori protettori dell’ambiente.
Se prima infilavano tutto nella indifferenziata ora, inibiti dall’aprire quel raccoglitore, la riversano ovunque, anche nella carta e anche per terra e anche nel vetro.
È triste ma soprattutto fa schifo.
Non sono il genio della azienda della raccolta dei rifiuti, lo si evince guardandomi buttare via la spazzatura che ancora devo leggere le istruzioni, ma credo che far diventare una cosa semplice, complessa, non sia stata una grande mossa.

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2 commenti

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2 risposte a “Complicare il pane, quello muffito.

  1. Anche senza lucchetti la differenziata non è semplicissima. Personalmente sono fissata, quando non so dove buttare un materiale consulto la rete per sapere dove metterlo, perchè odio che non si possa riciclare qualcosa. Lavo la plastica e il tetrapack, perchè se ci sono residui organici la plastica non viene riciclata. E’ complicato per me, che sono molto motivata. Per una persona non motivata, o anche solo una persona con poco tempo, o anziana è un casino studiare il modo di buttare la spazzatura. Non dovrebbe esserlo. La soluzione non sono i lucchetti, ma è fare in modo che differenziare i rifiuti sia un processo comprensibile per tutti.
    Ci sono città in cui ritirano rifiuti diversi in giorni diversi. Se putacaso a luglio ti scordi la giornata dell’umido, ti devi tenere in casa la puzza di putrefazione fino alla settimana successiva. Ma è normale? Mah.

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