un consiglio.

Quel pomeriggio di diciotto anni fa questa donna era una ragazzina di quindici anni e tu eri più grande, non lo so esattamente di quanto ma eri ben più grande. Quella domenica pomeriggio hai avuto questa idea del cazzo di toccare il culo a quella ragazzina, ma non era la tua unica idea del cazzo. Hai deciso di agire proprio nel momento in cui il buttafuori della discoteca era in prossimità di questa ragazzina. Ma ancora non è tutto. Quel buttafuori era il padre di uno degli amici di questa ragazzina.

Sai quanto ho pianto quando il papà del mio amico ti ha spiegato due cose? ho pianto tantissimo, tutta la domenica pomeriggio e nei giorni a seguire. Perché anche se non avevo avuto modo sino a quel giorno di provare tanto disagio, (era più che disagio, era fastidio, più che fastidio, mi hai fatto schifo)  mi sentivo comunque  in colpa per la situazione. Perché, avendo concesso un certo tipo di confidenza fisica ad alcuni amici, ancora non riuscivo a spiegare cosa ci fosse di così sbagliato in te. Non avevo ancora avuto modo di formarmi, nessuno me lo aveva spiegato prima, afferravo le differenze ma non riuscivo a comprenderle. Ero così ragazzina che sentivo che mi avevi turbata senza capire il perché.

Ti ricordi quel giorno che ci siamo incrociati alla fermata dell’autobus e mi hai chiesto scusa? io me lo ricordo.

Questa mattina volevi che ti offrissi una sigaretta mentre tutto quello che io desideravo era che ti levassi dalle palle. Quando ho iniziato a dartele corte sapevo che avresti reagito a tono, però conta che dirmi oggi “ogni volta che ti vedo mi viene in mente quel pomeriggio in discoteca” non è da furbi.

Conta che quello che dici mi ferisce, probabilmente potevo razionalizzare meglio in questi anni, quando hai pronunciato quelle parole mi sono sentita annientata e sotto il tuo controllo per dei lunghissimi minuti.

Ma sai cosa cosa c’è di nuovo? il fatto di essere tornata in quel tempo oggi, che di anni ne ho un po’ più di trenta, mi ha fatto bene. Ho tutti gli strumenti per comprendere la situazione, per vederla da distante, per distruggerti.

La prossima volta che mi incroci fai il giro largo.

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Archiviato in bad days, unforgettable

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