il mio ventidue dicembre e la vita di Pi.

Il ventidue dicembre è il mio compleanno, questo fa di me una donna capricorno ma con alte influenze di sagittario. Per l’oroscopo cinese invece io sono un cavallo. E’ stato un compleanno bellissimo, per più motivi, è iniziato bene, ha proseguito meglio, si è concluso nel migliore dei modi (io che dormivo col gatto in divano). E’ stato il compleanno delle piccole enormi cose, ho paura a dirlo ma ero felice, sono felice.

La mamma, in data ieri, mancava dal cinema dall’ultima proiezione dell’esorcista, siamo intorno al 1975, lei dice 1976. Io ieri desideravo andare a vedere Vita di Pi e volevo che ci venisse anche lei. La prima balla che le ho raccontato era che al cinema nel 2012 ti legano alla sedia, con apposite cinture, per evitare che la gente cada durante la proiezione, va da se che quando le ho detto che tutti i film (tutti) vengono proiettati col 3d e che era necessario indossare gli occhiali speciali, lei non ha battuto ciglio. Non ho trovato un vita di Pi senza 3d in soldoni.

Ho desiderato, per un momento, di mancare dal cinema da trent’anni, che lo sguardo di meraviglia che aveva lei era bellissimo.

Il film è iniziato esattamente come lo ricordavo nel libro, viene spiegato chi è Pi, perché si chiama così, cosa fa quel ragazzino, dove è nato…poi accade il naufragio, la nave, in cui lui viaggia insieme alla famiglia e agli animali dello zoo di suo padre, si rovescia nel mezzo dell’oceano pacifico e Pi racconta allo scrittore come ha fatto a sopravvivere per 277 giorni. Ang Lee nei 277 giorni tira fuori il meglio degli effetti speciali disponibili ai nostri tempi, qualcuno dice “che puttanata” ma è cento volte meno puttanata di quando l’auto di Bruce Willis, in Red, ruota nel mezzo di un incrocio. La storia che Pi sta raccontando è una magia, è ammaliante, è incredibile, è potentissima e il regista a leggerla la ha sentita come l’ho sentita io e ha preparato la fotografia uguale al mio immaginario. Alla fine del film ti chiederai a quale storia credi, ti chiederai come sono andate veramente le cose, e già solo il fatto che tu te lo chieda è un piccolo segnale.

Ho pianto, ho pianto forte, perché sapevo cosa sarebbe accaduto, perché ho il libro a cuore, perché ero emozionata, perché ero felice e quando sono felice non ho paura a lasciarmi andare. E’ stato molto bello.

Sono ancora molto emozionata.

 

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3 commenti

Archiviato in cose arancioni, i love them, la di lei vita

3 risposte a “il mio ventidue dicembre e la vita di Pi.

  1. bello! sono felice che il regista l’abbia interpretato come lo volevi, però non metterò gli occhialini 3d per guardarlo e non ci sarai tu a convincermi

  2. fammi sapere se vai però :)

  3. io di solito i film li guardo a casa

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