quelli che stanno di merda stanno di merda a modo loro.

Non sono stata felice, e spensierata, e leggera, in questi giorni. Ad essere onesti è stato proprio un periodo di merda, uno di quei periodi in cui ti guardi intorno per cercare energia rinnovata e poi però stanno di merda in tanti, e quelli che stanno di merda… stanno di merda a modo loro, è  un fatto.

In questo periodo ho un po’ pensato.

Ho capito che non si muore di una malattia, si muore per complicazioni. Non muore mai nessuno di appendicite, di peritonite sì.  Magari qualcuno di voi lo sapeva, io no, non ci avevo mai fatto caso e sono qui che spurgo e elaboro e penso che tutto questo è assurdo. Ti dicono che va bene, o che andrà tutto bene, e poi ti viene su più di trentotto di febbre, il battito del cuoretto è accelerato, i polmonetti che compiono ventiquattro atti respiratori al minuto*.  Sono complicazioni. Si muore di complicazioni.

Ho pensato sia importante essere semplici, privi di complicazioni, easy like a sunday morning.

Ho pensato che Bruno, che canta la canzone di Pino, non mi convince.

Ho pensato che non mi ero mai accorta che ogni volta che vado a trovare i miei mi torna il bellissimo accento di MaRgheRa.

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