…io il tuo responsabile editoriale lo conosco, ricordami un po’ il suo nome.

La scorsa settimana ha segnato la fine di una serie di date di presentazioni in cui ho parlato di Carlotta, allora volevo dire un paio di cose. A me piace parlare di Carlotta, è un po’ come quando ti metti a parlare del tuo gatto, ci parleresti sopra ore, racconti alle amiche di quella volta che ha preso il vizio di svegliarti alle cinque di mattina (o alle tre), di quella volta che ti si è addormentato sul petto e il dolore se ne è andato in favore della tenerezza (dolore perché il mio gatto maschio pesa sette chili e mezzo, mettetevelo a dormire sul petto e poi mi dite)… insomma di Carlotta parlerei sempre, come del gatto.

Così quando ti dicono di andare a presentare la Carlotta tu vai, non importa dove, ti metti in viaggio e vai. Poi però alle presentazioni non puoi veramente parlare di Carlotta come ne avresti parlato a una tua amica. Peraltro io sono timida, parlare in pubblico non è la cosa che mi viene meglio. Per amore di chi mi sta intorno ho finto, in questi mesi, di andare a presentare leggera. La verità è che fare le presentazioni è un lavoro, impegno dell’editore, impegno della libreria, impegno del relatore, impegno dell’autore. C’è  poca improvvisazione e molta organizzazione. I presenti si impegnano a loro volta e sono davvero gli unici in grado di cambiare il destino di una presentazione.

A Mestre ero con Annalisa Bruni, una brava autrice, c’erano solo i miei amici. Solo i miei amici erano un’ottantina di persone. Era la prima, la più emozionante di tutte.

A Treviso mi ha presentata un mio caro amico, Massimiliano Tosarelli – portatore sano di cultura, è stata quella in cui ho riso di più in assoluto.

Ad Ancona ero con Beniamino Cavalli, che ora è anche un mio amico, che oltre a essere un autore è anche un lettore forte e mi è piaciuto davvero tanto il nostro dibattito.

A Verona ero con la bravissima Beatrice dell’Angolo dei libri. Eravamo in stazione e mi è venuto parecchio da ridere quando sono arrivati due giapponesi che si sono seduti, si sono tolti le scarpe e hanno iniziato a parlare per conto loro.

A Padova c’era Simone Marzini, un altro amico, un altro autore. Per fortuna che c’era. A Padova la presentazione è stata anomala.

A Mirano c’era un’altra fila di amici, tutti quelli che non sono potuti venire a Mestre. Ero con Gabriele Pipia, è stato divertente e ho adorato gli interventi del libraio, Alessandro.

A Parma ho lasciato un pezzo di cuore. Ci ho già scritto un post allora non mi dilungo, ero con Sara Bonamini e con tante (davvero tante) splendide donne.

Sono sette, se mi guardo intorno mi posso convincere che siano poche. E’ che le vivo con la timidezza, la concentrazione, la voce che trema a ogni apertura di presentazione, allora mi sembrano tante.

E’ un primo giro, a settembre ne inizierò un altro, per ora mi tengo a cuoretto tutto. I bambini che si stanno approcciando alla lettura, le donne fantastiche, gli amici che ti chiedono di cantare un pezzo di canzone di Freddie Mercury, l’amica che arriva di corsa e senza fiato, l’amica che arriva anche se il cavallo ha le coliche; chi viene solo per chiederti il numero di cellulare della tua editor, chi ti dice “guarda che io il tuo responsabile editoriale lo conosco, ricordami un po’ come si chiama”,  chi arriva solo per dirti che “brava, hai scritto in prosa, la poesia però è un’altra cosa, scrivimi duecento pagine di poesie e poi ne parliamo”, chi racconta il finale del libro (già), chi si è innamorato di Felix, chi odia Felix, tutti quelli che “Carlotta nelle prime pagine mi era antipatica (o superficiale, o supponente) ora però le voglio bene”, chi rideva ogni volta che arrivava Fabrizio, chi sfrutterà l’idea dei natalini, chi ha ancora l’albero di natale in terrazzo da due anni, chi mi ha detto di essere pigrotto come Carlotta, chi mi ha detto che i pigrotti come Carlotta li prenderebbe a schiaffi ma non può perché sono: sua moglie/suo marito/sua sorella/la sua migliore amica, chi “lo ho letto in ebook ma ora prendo il cartaceo”, chi “per favore taglia che ho ospiti a cena e devo finire di preparare”.

Tutti a cuoretto.

Annunci

1 Commento

Archiviato in Uncategorized

Una risposta a “…io il tuo responsabile editoriale lo conosco, ricordami un po’ il suo nome.

  1. Cantare? Freddiemercury ?
    E non me l’hai detto?
    ( te le vedevo le manine nervose che si facevano coraggio )
    Noi a parma ti aspettiamo presto.
    E mi canterai tutta Innuendo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...