il giorno, la notte e altre varie.

Dire che ho una doppia identità sarebbe quantomeno eccessivo. Resta che quando arriva la sera, una volta smaltite le ultime mail, rilette le ultime revisioni, dopo la cena, dopo anche la doccia, mi infilo il costume da notte. Non ho detto il pigiama e il costume da notte è più a livello mentale che di abbigliamento, anche se devo ammettere che faccio caso anche a cosa indosso, la canottiera da sera nera non manca mai nel mio costume da notte, perché non si sa  e se mi viene di andare a ballare almeno ho la canottiera giusta. A livello mentale mi alleggerisco, come non facevo da anni. A livello mentale, se passa uno carino e mi sorride, sorrido anche io, prima non lo facevo perché di allargare il cerchio di amicizie non mi andava. Con il mio costume da notte riesco a ballare per ore, riesco a tornare a casa alle cinque (o oltre) senza sentirmi in colpa con nessuno. Riesco ad andare a fare merenda alle tre, al panificio sotto al cavalcavia, a volte è stato un croissant, altre un cappuccino e pane e mortadella. Con il costume da notte proteggo le amiche dagli ubriachi stupidi e invadenti. L’ubriachezza mi può star bene, il molesto lo combatto.

Di giorno sono una donna timida, spesso schiva, quando mi fanno le battute spesso non rido. La maggior parte del tempo sono così concentrata sul lavoro che le persone non le vedo proprio (non tutte, ovvio, parlo di quelle in transito). Di notte entro in un locale e saluto ad alta voce, mi guardo intorno, controllo se c’è qualcuno che ho già visto, non per interesse… è semplice controllo del territorio. Di giorno non ne ho bisogno, di notte sì. Eccome. Di giorno ho la consapevolezza del mio lavoro, del ciò che so fare. Di notte sono consapevole di altre cose, per esempio che andare a ballare mi mancava, per esempio che è bellissimo cantare in macchina con un’amica, per esempio che fare amicizie nuove a volte è proprio brutto ma più spesso è divertente.

Di giorno sto col gatto dei miei, una di queste notti ho fatto amicizia con un riccio in giardino.

Di giorno sono Erika, al massimo Kerika, di notte sono Kerika ma più spesso  Ara ea Rossa.

Ho un tatuaggio sul polso, c’è scritto Kerika Effe. Di giorno è un tatuaggio, di notte anche.

Questa mattina, era giorno, mi ha fermata un ragazzo. Mi ha detto “ciao” gli ho detto ciao anche io. Mi ha chiesto se lavoravo lì dov’ero, ho risposto che sì, lui ha sorriso, io no. Poi mi ha fissata in silenzio, io ho capito. Lui lo ha confermato: ti chiami Kerika? ha chiesto. Mi è venuto da ridere perché il mio polso non era esposto. Lo avevo proprio già visto in un luogo dove ogni tanto vado a ballare, me lo sono ricordato subito perché di notte, come ho detto, controllo il territorio. Mi era simpatico anche quella notte ma non avevamo fatto amicizia perché ero andata lì a ballare, se voglio fare conversazione vado altrove. Nonostante mi abbia fatto piuttosto ridere, vedermelo avvicinarsi oggi, mi sono tenuta la risata per me e ho deciso di salutare con cortesia e andarmene, perché era giorno.

Annunci

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

2 risposte a “il giorno, la notte e altre varie.

  1. Robertduck

    Aaahhhh!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...