(quasi) tutti i letti della mia vita*

* questo post è stato scritto venerdì 10 aprile, a qualche ora della notte. E’ rimasto tutto il tempo ad aspettare che non succedesse qualcosa di brutto.

Oggi è un giorno importante. Fossi coraggiosa direi che il giorno fondamentale. Invece ho molta paura, scorsa notte sono successe delle cose che hanno influito nella mia scelta, ne sono felice e niente è a caso.

La prima casa era a Mestre, ho ricordi molto vaghi perché ci ho vissuto dagli anni zero ai cinque. Quello che ricordo bene è una rampa di scale da cui sono rotolata giù una volta e il cancelletto di legno colorato che mi ha costruito il nonno per evitare che cadessi di nuovo. Ricordo che papà aveva una macchina nera, ricordo che a un certo punto avevamo un cane, non so dire però quando sia arrivato. Ricordo i sassolini sul giardino, il mio primo amico d’infanzia che si chiama Denis.

La seconda casa era a Malcontenta ed era enorme. Avevo tra i cinque e gli undici anni. Ricordo quasi tutto. Quello che più mi rimane a cuore è la pasticceria dei miei, il primo pulmetto, i primi gatti mai avuti (che erano mezzi randagi e mezzi di casa e la gatta è rimasta incinta due volte, così ho visto anche i gatti appena nati). Mi è rimasta la vicina di casa, le lezioni di piano, la domenica col grande pranzo a casa sua, la sua fattoria. La fattoria, in realtà, la seguiva più suo marito, lei seguiva l’orto. Così ricordo Angelo, suo marito, il mio primo migliore amico, la prima volta che una persona è morta. La prima volta che… il suo cane si è lasciato morire anche lui, e succedeva pochi giorni dopo, ricordo che ho capito l’amore assoluto. Ricordo che mi sono sentita sola, che desideravo un fratellino, che dopo qualche anno, per fortuna, è arrivato. Ricordo che quando dovevamo trasferirci ho pianto, anche se sapevo che saremmo andati a Marghera e a me piaceva tanto Marghera, avevo i cugini a tanti amici anche lì. Resta che ho pianto.

A Marghera ho aumentato le amicizie, è stato faticoso perché ero in castigo un giorno sì e l’altro anche, ma ci sono riuscita. La casa era ed è piccola, il giardino era ed è meraviglioso. La prima volta che mi sono innamorata ero a Marghera. L’ultima volta che mi sono innamorata, anche. Ci sono stata dagli undici ai ventisei anni, a Marghera, il periodo più lungo in cui ho abitato in un luogo, i luoghi sono due. Casa dei miei e casa del nonno. A Marghera è morto il mio primo cane e anche il secondo. A Marghera abbiamo avuto di nuovo molti gatti, mezzi randagi e mezzi no, i tempi però sono cambiati, i randagi sono stati sterilizzati dall’enpa (si vede perché manca un pezzetto di orecchio). A Marghera, da giovane, non mi sentivo mai troppo al sicuro.

A Spinea avevo un appartamento che a volte era enorme, altre si soffocava. Avevo delle cose ma non erano mie, erano nostre, ci ho abitato dieci anni lì, ho fatto amicizia con pochissime persone. A noi non interessava fare amicizia, ci sentivamo a posto, vedevamo i vecchi amici, in alternativa, stavamo così bene insieme che non era importante uscire. Eravamo importanti solo noi e i nostri gatti.

Ho fatto la proposta per un appartamento, è stata accettata. E’ a Marghera, di nuovo. E’ qui perché quando sei innamorata e vai a convivere ti va bene anche un luogo distante da tutto e tutti, quando sei sola cerchi di essere vicina a tutto. A Marghera c’è tutto. Le prime cose che ho acquistato per l’appartamento sono le lenzuola e gli asciugamani. Le ultime, una tostiera e la macchina del caffè (che poi mi sono state regalate). A Marghera, ora, mi sento al sicuro anche a girare da sola di notte.

*oggi è il 13 giugno, domani a quest’ora sarò a pulire, sistemare, organizzare. Non so se lo farò in silenzio o con la musica, non so quanto impiegherò e per una volta non mi interessa, non so se starò bene subito o se mi servirà ancora più tempo. Quello che so è che sono a un punto difficile del sentiero e comunque posso solo andare avanti.

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5 commenti

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5 risposte a “(quasi) tutti i letti della mia vita*

  1. speakermuto

    Hai citato luoghi che ho conosciuto durante il mio anno di purgatorio lavorativo a Marghera.

    Anche noi abbiamo fatto un passo importante proprio oggi.

    Due coincidenze in un solo post :^) un abbraccio!

  2. Ho lasciato anche io molte case: la prima per il terremoto (causa maggiore di forza); la seconda per avere un tetto di proprietà; la terza perché l’università di Pd è meglio; la quarta per fare esperienza; la quinta per migliorare; la sesta per il verde; la settima per sfizio, poi il rientro, la vendita e l’acquisto “per una pensione meritata e pacifica”… la prossima: per starmene in pace “fuori dai freschi…”.
    Ogni volta ho trovato amici e ogni volta ne ho persi; pochi sono rimasti, ma a ogni cambio la valigia era sempre più piena… e non solo di cose. Ricominciare è sempre più dura di cambiare, ma fa crescere ancora meglio.

    pronta al varo?

  3. Barbara

    Ohhhh, che conforto sapere di non essere la sola ad aver cambiato case, letti, paesi, città, regioni….e…. Coinquilini, compagni, gatti….
    Nata in un piccolo paesino della Carnia…ora dopo: Mestre, Mestre, Mestre, Treviso, Casale sul sile e Casale sul Sile, ripeto i nomi poiché ho avuto più di un letto per ogni città (o paese qual si voglia), ora ricomincio la mia vita, lui mi lasciò dopo 10 anni di convivenza….:-((( con Me Stessa e la mia trovatella Penelope, gatta vivace e disastrante….
    Ricominciare è durissima…vero…. Ma quasi obbligatorio…
    Barbara

  4. Le'

    Auguri per la nuova casa e per il nuovo inizio. :)

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