servizio clienti

E’ da un paio di settimane che ho iniziato a limitare le mie uscite serali. Un po’ che sono stanca e la stagione è stata particolarmente pesante, un po’ che inizia a fare buio prima delle venti, mi prende quella voglia di casa, caminetto (che non possiedo ma immagino), libro, film, o musica, ma in cuffia ché le mie nuove vicine hanno una certa età e ho paura di disturbare.

In una delle mie serate casalinghe è andato tutto molto bene. Ho cenato con calma, ho bevuto un calice e mezzo di vino, ho fumato una sigaretta affacciata alla finestra… riflettevo sul panorama fuori. Sino a non troppo tempo fa vivevo a un quarto piano, se mi mettevo in terrazzo, di sera, potevo vedere Marghera, il polochimico, le luci. Ora a Marghera ci vivo (di nuovo), sono al piano terra. Dalla finestra vedo gli autoctoni che mi passano così vicino da potermi sentire respirare, poi le case popolari e un parchetto trascurato. Mi è suonato il telefono, ho pensato fosse un’amica, mio fratello, la mamma… Il numero a display era a prefisso 02, ero serena, il mio lavoro lo avevo fatto, ho pensato di lasciare che potessero farlo anche altri.

La donna al telefono mi ha chiamata per cognome, signora Favaro? io ho confermato, si è presentata come Alice del servizio clienti Sky, si scusa per il disturbo, cerca disperatamente il signor B., da due giorni, per una promozione. Ho sorriso, il signor B. non risponde mai al telefono quando vede un numero che non conosce, per i servizi che avevamo attivato in quella casa, il numero di emergenza era il mio. Le dico che è normale, glielo spiego che lui non risponderà, lei allora mi chiede se posso provare a passarglielo, io le dico (cercando di non far trasparire emozione) che non viviamo più insieme e che però, se vuole, posso riferire un messaggio tipo: se vedi uno 02 che ti chiama con insistenza rispondi. (peraltro il signor B si lamenta da anni del fatto che i fornitori dei servizi non proponevano mai promozioni ai già clienti, insomma… mi sono sentita come se potessi far contenti entrambi). Lei ha detto sì, ha ringraziato, ci siamo salutate. Sono tornata alla finestra, pensavo al fatto che lo avrei avvisato l’indomani.

Una mezz’oretta più tardi il mio telefono suona di nuovo. Era di nuovo Alice, ho pensato di non averla convinta sul che lo avrei avvisato, o che, avendo compreso del mio cambio indirizzo, volesse propormi di essere nuova cliente. Invece… -Scusi se la disturbo di nuovo signora Favaro, è che ci sono rimasta male, mi capita spesso di ricevere risposte sul genere… separazioni, divorzi, a volte anche morti improvvise, oggi però ci sono rimasta male- già a quel punto avevo un groppo alla gola, lei  ha proseguito – mia sorella si è lasciata da poco, stavano insieme da quindici anni, credevamo nel per sempre e lei non sa che giorni stiamo passando, perché, anche se a mia sorella non lo diciamo, stiamo male tutti – io capisco quello che dice, lo capisco bene, così bene che mi sento di rassicurarla, le dico che per me sono passati mesi, che è stato difficile… ogni tanto lo è ancora, ma poi, piano piano, si torna in piedi. Lei sospira, io mi ricordo immediatamente del periodo in cui pensavo che non ne sarei uscita mai, glielo confesso. Le racconto di giorni passati distesa sul pavimento a piangere, di notti in cui mordevo e tiravo pugni al cuscino, le racconto di aver perso dieci chili, della mia incredulità davanti ad affermazioni non contestabili. Poi le racconto della mamma, di mio fratello, delle mie amiche, dei miei amici. Le racconto delle serate in cui era troppo presto per uscire, per me, ma in realtà avevo già passato davvero troppo tempo immobile. Le dico che non avevo voglia di lavorare, mangiare, sorridere, pensare a una nuova vita… poi le dico che quando sono tornata a lavoro è stato il primo passo per me stessa, che quando ho iniziato a mangiare di nuovo, e per il gusto di farlo, ho anche ripreso a sorridere. Le dico che per la nuova vita è stato più lungo e che è tuttora in corso ma che so che andrà bene.

Poi sorridiamo, insieme, io le dico grazie, lei mi dice grazie, ci salutiamo.

Ieri mi ha chiamata il servizio clienti vodafone, stavo lavorando, era fonte di disturbo… invece di dire no, grazie, ribattere con le medesime parole alle mille alle insistenze, buttare giù in malo modo, ho chiesto se potevano chiamarmi dopo le venti.

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4 commenti

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4 risposte a “servizio clienti

  1. Robertduck

    Brave sia tu che Alice. Occhio a Vodafone, però, perché mi ha inculato. :O)

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