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il giorno dopo la festa della repubblica e oggi

stasera ero nel pulmetto che tornavo a casa dall’ufficio, la gente mi guardava ed era seria e mi guardava ed era seria e poi seria e più la gente era seria più a me veniva da ridere, ho dovuto fare una telefonata fake per poter ridere tranquilla senza che mi passassero per pazza. Erano seri perché mi guardavano le scarpe, i sandaletti bianchi coi boccioli di rosa sul davanti, bianchi in seta, i fottuti sandali bianchi che già con un lieve strato di sudore ti scivola il piede e rischi la frattura della articolazione della caviglia, non vi dico con mezzo metro di acqua piovana.

nel mentre che ridevo e che ero nel pulmetto mi sono ricordata di un’altra volta che avevo le scarpe completamente a sproposito, è stato quattro o cinque giorni fa, non credo di sbagliare troppo se dico che era il giorno dopo la festa della repubblica fondata sul lavoro. Quel giorno li a Venezia battevano una trentina di gradi e io mi sono presentata a lavorare con le scarpe da tennis dell’adidas, quelle tutte chiuse e coi calzettini che arrivano alla articolazione della caviglia. C’è stato un momento che ho pensato che mi sarebbero usciti i vermi dai piedi ma non era per quello che credete voi, i miei piedi sono profumati ed eduli anche con le scarpe chiuse per undici ore, la cosa dei vermi è per un altro motivo.

Il giorno dopo la festa della repubblica fondata sul lavoro in ufficio un sacco di cose mi sono andate di merda, una delle cose che mi è andata più di merda delle altre è quando non si è riusciti ad incastrare una logistica con un’altra logistica e in quel momento li io avevo la barca del trasporto via e il furgoncino del trasporto via e un fornitore che arrivava con del pesce fresco sotto il mio ufficio da dieci minuti e il mio collega con le braccia grosse era via e io ero sola ed era una giornata di merda. Fuori battevano trenta gradi e io avevo le adidas e i calzini. Quello che mi ha portato il pesce lo sapeva che non posso sollevare uno spillo uno, io però mi sentivo in colpa e ho insistito e ho voluto prendere un collo, un collo piccolino, un diavolo di contenitore isotermico bianco da far transitare per una rampa di venti gradini e un pezzo di corridoio. Lo scatolo isotermico deve essere stato rotto o difettato o non so, quello che so è che il collo isotermico mi ha pisciato sulla adidas del piede sinistro, e su tutto il calzino, un paio di litri di sangue di lonza di tonno pinna gialla.

Ho capito il quel momento che il mio fegato non sarà mai abbastanza sano per reggere questo e che  avrei fatto i vermi e che avevo, come oggi, le scarpe assolutamente approssimative per la giornata in corso.

Poi niente, siccome son che studio yoga in tutti i momenti liberi (in pulmetto, nel bagno, mentre dormo, mentre cammino, nel  bagno di nuovo perché bevo un sacco di acqua, mentre mangio…sempre) avevo con me gli appunti originali di yoga quando questa sera avevo i sandaletti col bocciolo bianco e fuori pioveva come quella volta del diluvio universale, mi si sono tutti inzuppati, il blu che mi ha strisciato la maglia bianca da quanto si è perso. Pensavo che se mi fanno una domanda che non so posso dire che mi si sono bagnati gli appunti, che così  è vero e non mi si sminchia il karma.

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due settimane intense

due settimane due tra le più intense della mia vita, non starò a dettagliare le cose di lavoro perché uno sono riservate e due perché sono riservate e poi perché onestamente non ne ho neppure tutta questa voglia.

Nelle due settimane intense sono stata a un addio al nubilato di una mia amica, la cosa fica è che era da tanto che non passavo una serata leggera per tutti, tutti quelli che erano con me quella sera erano leggeri e belli e con la voglia di star bene e basta, mica succede tutti i giorni, siamo sempre qui anche quando è ora di alleggerirsi con le pesantezze quotidiane. Quella sera invece è stata fica e spensierata. Quella sera è stato fico che il giorno dopo lo spogliarellista mi ha aggiunta ai suoi amici di facebook anche, magari pensa che forse io un giorno mi sposerò e  avrò bisogno di uno spogliarellista per il mio addio al nubilato. Un’altra cosa fica di quella sera è che il giorno dopo mi son svegliata piena di ematomi alle ginocchia che io non so come ho fatto a procurarmi anche se ho in testa una scena di me e altre nove donne in ginocchio su un tavolo di un ristorante (non ricordo come sono salita) e lo spogliarellista che stava dietro (l’oscura presenza alle spalle) e poi io e le nove donne che siamo andate a ballare (non ricordo come sono scesa dal tavolo). Un’altra cosa, però meno fica, di quella sera è che sono arrivata a casa alle 4 e 20 e la sveglia ha suonato alle 6 e 15, la madonna è ancora che piange.

Nelle due settimane c’è stato un giorno che sono andata a cena coi miei e mio fratello e la ragazza di mio fratello, la mamma che mi ha detto “che grande che sei diventata” o una faccia simile. Insomma si è preso il pesce e loro erano li con le grigliate e le fritture e io che ho visto che a menu c’erano scampi crudi e spada crudo e ciao…

sento ancora lo stomaco che mi viene grattato dall’interno che io mangio il pesce crudo ma ogni volta poi mi pare che mi stiano raschiettando la pancia, però è buono.

In queste settimane intense sono tutta contenta perché ho fatto amicizia con uno che ha una rosa di panifici a venezia, ho alzato la voce una serie di volte con delle persone che lavorano a stretto contatto con me e non mi sono neanche messa a piangere (si perché io mi arrabbio e magari alzo la voce e poi però mi vien da piangere), ho ricevuto un sacco di complimenti dai miei clienti, ho preso il sole a venezia in barca con la maglietta e sembro un murer, ma soprattutto…domenica prossima ho l’esame del mio corso yoga e stavo pensando a come fare per la mia non totale preparazione e in queste due intense settimane la soluzione mi è arrivata una notte per caso: a domanda complessa fingere la morte come i gerbilli.

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b come biennale.

son qui che ascolto tracy chapman e che bevo morellino di scansano e che penso a quanto sono stanca, stanchissima, distrutta.

è stato un anno di forzature il mio 2010 e pensavo che il mio dueeundici sarebbe stato diverso, invece no, cioè invece si, ho meno scadenze, quello che di extracurriculare dovevo fare è stato fatto e però non ho pensato alle conseguenze. Devo ancora riposare, devo ancora riposare da aprile 2009 non ho preso un giorno di ferie uno che fosse per me era per extracurriculare io, io ora sono stanca.

la biennale di venezia è un evento, una cosa che quando ero piccola “evviva la biennale” e ora che sono grande “madonne sparse la biennale”.

e allora niente, se scorsa settimana ero con amici che non erano i soliti ma erano altri amici questa settimana e la prossima nessun amico con questa kerika, solo la biennale.

c: so you promote local fish?

kerika: for sure i do, except for the salmon

c: no local salmon?

kerika: unfortunately i have never caught a salmon in venice and if i can’t guarantee i can’t guarantee…

anche questa è arte.

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è un pochetto che non scrivo, la verità è che è un pochetto che non scrivo qui.

fa parte delle cose della vita, non è che quando non si sentono alcuni amici non si sia in contatto con tutti gli amici, la verità è che per un periodo si sono sentiti altri amici e non se ne sono sentiti altri.

quasi come quando o mangi la bistecca o mangi l’uovo.

quasi come quando o mangi la pasta o mangi la carne.

quasi come quando o bevi il rosso o bevi il bianco.

e che poi io non sono una di quelle che mangiano kosher se no la lista dei quasi_come_quando era più lunga.

ho scritto altrove, ho scritto qui  e mi sono divertita e pensavo che se qualcuno ha piacere ho voglia di…beh trovare un forum che si chiama pesce pirata e avere come nick kerika cpt uncino ha senso.

Avrei altre cose da raccontare, trattano di me, della fisiatra, delle terapie tens, di una mia amica, del mio medico di base, del mio lavoro, del mio libro, di altri miei amici, non vi racconto ora perché non sono in bolla, non sono in forma ma siccome lo show must go on vado a mettermi in bolla da un’altra parte. Non sono in bolla per raccontare non è che non sia in bolla in assoluto, quasi come quando non mangi carne col formaggio…

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info di servizio.

mi è stato comunicato che alcuni di voi non sono riusciti a trovare “il tuo posto nel mondo” in libreria.

grazie.

il libro è acquistabile in molti portali on line che si occupano di commercio elettronico di libri e varie ed è eventualmente ordinabile in tutte le librerie. La mia feltrinelli di zona ha tempi di spaccio di una settimana circa.

grazie.

e.

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non voglio mai restare sola col mio superio.

scena 1. incontro di lavoro.

vestito molto bene, scarpe molto bene, agenda molto bene, capelli spettinati ma poteva andare peggio quindi capelli bene, trucco molto bene.

preparazione dell’argomento di riunione: cintura nera.

esposizione degli argomenti e carisma  impresso agli interlocutori: wow

Non è una cosa da applausi, certo che no, però la faccia con cui ti guardano le persone nel durante le riunioni e nel dopo le riunioni al momento dei saluti, quella faccia che significa “sei fastidiosa come una ciglia in un occhio erika però ti stimo per esser riuscita ad arrivarmi sin dentro alla cornea non è da tutti”. Lasciare la stanza e raccogliere le idee post incontro di lavoro.

scena 2. incontro.

biancheria intima mooooolto bene ma tanto lui non la nota, la biancheria intima è un mio feticcio, capelli spettinati e bagnati ma potrebbe andar meglio, potrebbero essere molto più spettinati, capelli bene, trucco molto bene.

preparazione dell’argomento di incontro: tendo ad andare a braccio.

esposizione degli argomenti e carisma impresso all’interlocutore: beh wow.

sigaretta post incontro: accesa.

La faccia con cui mi guardi durante l’incontro e subito dopo e i sorrisi per nulla, sorrisi solo perché siamo innamorati. sorrisi solo perché ci stiamo ricordando di un segreto di noi due. Lasciare il letto per andare ad accendermi la sigaretta, pensare che ti amo.

scena 3. me myself and I

la riunione è andata molto bene, si decisamente bene, è andata benone, i risultati che ho ottenuto sono degni di nota. Avevano tutti la faccia contenta.

Col mio amore è andata bene, due campi della mia vita vanno alla grande e poi sono in salute. stai a vedere che l’oroscopo di quest’anno ci ha preso.

ripercorrere con la mente le situazioni.

Forse quando ho detto quella cosa quello li ha alzato un sopracciglio, mi sa di si lo ha fatto. Quell’altro ha incrociato le braccia invece, mi è venuto in mente solo ora prima no. che strano.

Il mio amore era felice lo so, spe che gli chiedo se si ricorda di me di ieri. se anche a lui viene in mente ogni tanto.

Come mai quelli della riunione devono ancora formalizzare le mie richieste? come mai?

Come mai il mio amore non si fa vivo? cosa sta facendo? a cosa pensa? si è già dimenticato? non può dimenticarsi.

Forse la riunione non è andata così bene. Forse avevano la faccia di circostanza, forse mi hanno anche guardata tutta storta.

Forse per il mio amore era tutto regolare, nulla di speciale.

Sto immaginando ora che le cose non vadano bene o ho immaginato che andassero bene in quelle scene?.

A rimuginare troppo sulle cose si rovinano le emozioni di un istante o di due istanti o di dieci istanti.

Stai qui e ora.

 

 

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a sort of marino.

Oggi è stata una bella giornata con però dei momenti orribili  che mi hanno devastata.

Oppure.

Oggi è stata una giornata di merda con però dei momenti bellissimi che mi hanno elevato l’anima.

Sono tutte e due affermazioni vere.

Immagino sia sempre più vera la teoria del vivi qui e stai qui ora che così il mio termine in tempo non sarebbe una giornata della quale non so dire se bella o brutta ma il mio termine di tempo sarebbe che in un certo momento stavo bene e poi in un certo momento invece stavo male. Non vedo l’ora di quando sarà il momento del bilancio della mia vita, i famosi sette minuti, o erano secondi?, in cui dicono si comprenda il significato del tutto, che poi dicono e dicono ma chi?, a quel punto non vedo l’ora di poter dire in quanti momenti son stata bene e in quanti son stata male. Se il bilancio della mia vita lo dovessi fare basandomi su oggi farei una cosa così:

bene male malissimo benissimo
05.20am v
07.18am v
08.20am v
08.40am v
09.00am v
10.00am v
11.00am v
13.00pm v
14.30pm v
14.40pm v
15,00pm v
16.00pm v
17.00pm v


fa mal di testa vero? lo so è excel e quasi tutto quello che è excel fa mal di testa o sangue da naso.

volevo farvi anche un grafico torta sullo stesso stile ma poi mi son stufata. chiedo al mio collega se me lo fa lui domani.

In ogni caso i miei cinque benissimo dovrebbero stracciare tutto il resto. Infatti è così, son felice sto bene e sono molto felice dei miei cinque benissimo di oggi.

Oggi però quando avevo un momento tipo quello delle 10.00am mi pareva proprio di non farcela che io son così, tutto dura un secondo o anche di meno e tutto è sempre forte o fortissimo e io mi lancio con tutta me stessa e ancora son pentita di non aver fatto donna avventura, comunque ho preso il telefono

“ehilà”

“ciao, avevo bisogno di una voce amica”

…silenzio di due secondi poi…

“sei in spiaggia vero?”

sto in silenzio un secondo io ora…e poi

“si sono in spiaggia, c’è un sole meraviglioso ed è agosto”
“ah bene”

“si”

“hai fatto il bagno e hai tutta la salsedine addosso”

“si e mi si sono arricciati i capelli, ho i boccoli come ogni volta che faccio il bagno in spiaggia e col salso”

“forse domani non vengo in ufficio”
“immaginavo, stai tranquilla”

grazie.

grazie per sempre.

e.

update




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