Archivi categoria: shes

La scintilla di vita di Pi.

Se c’è una ricorrente in questa mia piccola vita è (la) Vita di Pi (e il mio ponfo, Milo). Per chi si fosse perso le mie puntate precedenti, Vita di Pi è un libro che io ho letto nel 2005. Da quando lo ho letto non ho mai smesso di parlarne o, in questo caso specifico, di scriverne. Ho scoperto di recente che una mia amica di blog ha letto il libro, proprio perché ho tanto sacchettato le palle sul quanto mi sia piaciuto che se lo è preso. Se ve lo state chiedendo non sto facendo una recensione, quella l’ho già fatta (ok più di una, forse più di due), sto dando seguito a una cosa che ho scritto nel 2006, una cosa che ho scritto infilando molti più puntini di sospensione del necessario anche, si trattava di Shyamalan che non girava più il Vita di Pi perché doveva fare – rullino i tamburi – Lady in the water- risate registrate – di conseguenza Lady in the water non mi sarebbe piaciuto neanche se mi fosse piaciuto.

Oggi è il diciotto di dicembre del 2012, sono passati almeno sette anni da quando ho letto il libro, almeno sei anni da quando ho iniziato a fare il muso a Shyamalan. Tra due giorni esce il film Vita di Pi, in Italia, ovunque, ma soprattutto anche vicino a casa mia, lo posso andare a vedere al cinema dove il mio amico lavora al ristorante e mangiare un perfetto hamburger.

Ho paura che il film non mi piaccia, ho delle aspettative altissime (un romanzo che sta nel mio cuore da sette anni crea per forza aspettative altissime), so come finisce la storia, so come inizia, so quali particolari mi hanno toccata in maniera più profonda di altri, desidero che il regista sia sulla mia stessa linea o meglio, mi sento come se avessi sei anni, non vedo l’ora di vederlo.

Per chi ha voglia di qualche pagina del libro (nel 2005 avrei dovuto copiarvele)  e per chi ha voglia del sito del film. Per la scintilla di vita serve invece avere una copia del libro.

 

 

 

Annunci

5 commenti

Archiviato in cose arancioni, me piace, shes

tutti da questa parte

2 commenti

Archiviato in shes

resta che, se potessi, alla me piccolina lo direi.

Questa mattina, a livello del ponte di ferro, controllavo i cocai che beccavano la spazzatura. Pensavo che i cocai quando sono a terra sono belli, belli e inoffensivi.

A livello del ponte di ferro, mentre guardo i cocai, sento una voce che dice “oi Erika” ed è una di quelle voci da veneziano doc che io non riconosco. La figura dell’ “oi Erika” si avvicina e io metto a fuoco. E’ un mio flirt di quando avevo sedici anni.

A sedici anni io abitavo già a Marghera, avere il flirtino con un Veneziano faceva tanto fico. Con delle amiche avevamo anche provato a trovarci una compagnia a Venezia ma non era la stessa cosa avere il morosetto o la compagnia.

Insomma mi viene incontro questo uomo che io non avevo mai visto, l’ultima volta che l’ho conosciuto aveva diciotto anni, anche al tempo era più alto di me e bello grosso, anche al tempo era abbronzato e io color latte. Come al tempo oggi indossa collanette, braccialetti, una camicia un pochetto aperta e un po’ no che così esce il pelo, i jeans che cadono morbidi.

Mi chiede come sto, di fargli vedere le mani per capire se sono sposata,  lo dice a raffica  “oi more come ti stà? fame veder e man. Ti xe sposada?” io non so perché lo so, ma lui è sposato e forse ha figli, e forse lo confondo con un altro ma non voglio chiedere, mi attaccherebbe un bottone che alle otto di mattina non mi merito e comunque devo volare in ufficio.

Mi viene in mente per un secondo quel pomeriggio in cui lui e io stavamo guardando un film e poi ci siamo piaciuti più del film, mi chiedo come sia potuto accadere di piacerci, perché così, a rivederlo questa mattina, non solo l’ho visto come un estraneo, era uno sconosciuto che non mi sarei mai girata a guardare per strada.

Mi viene in mente di quell’altra volta,  che sono andata a vedere “il silenzio degli innocenti” e avevo tredici anni e tutto il tempo sono stata distratta da uno che al tempo mi piaceva tantissimo e oggi è un ricordo ridicolo.

Infine, ripensando anche ai flirtini delle mie amiche, mi sono ricordata che in quegli anni era giusto innamorarsi, spesso non ci importava veramente il chi, e avere un chi da scrivere sul diario era importante.

Ho smesso di giudicare la Erika adolescema e me ne sono andata in ufficio.

5 commenti

Archiviato in la di lei vita, nebbia, shes

diaro segreto mode on

Update: ho tanto sacchettato le palle alla gente oggi che alla fine sono riuscita ad ottenere un benestare all’invio del testo, senza impegno chiaro e senza anche farmi i castelli in aria che comunque non c’è odore di promessa, c’è però odore di rispetto e di disponibilità e io sono una che lavora e tanto sulle cose e ho passato le ultime ore a editare duro e ancora non sono contenta (non lo sono mai) però più serena sì, tutta la passione che ho potuto metterci l’ho messa.

Oggi mi è arrivata una mail che aspettavo al varco. Chi mi conosce lo sa, se son che aspetto una mail ci penso in continuazione e il mio telefono gli si scarica la batteria da quanto ci vado pesante con gli aggiorna. Oggi la letterina è arrivata ma torno indietro di un pochetto e con il dono della sintesi.

Ho scritto un’altra cosa, un’altra novella, diversa da “il tuo posto nel mondo” che chi mi conosce lo sa seguiva un’idea mezza mia e mezza dell’editore. Quella nuova è diversa…

Sto contattando editori in questo periodo perché anche se l’editore de “il tuo posto nel mondo” apprezza i miei scritti e capisce le mie battute, al momento lui è impegnato in altre cose, così io mi sto guardando intorno, vi volevo dire una cosa che è che lavorare con Casini è bello e lo auguro a tutti e quelli del settore lo sanno che è un editore molto accurato e molto attento ai suoi autori, tra le altre cose io in realtà sto ancora lavorando con loro, uno dei famosi lavori in cui è impegnato al momento, i tempi non sono maturi abbastanza per raccontarvi al dettaglio ma lo farò. Insomma…mi sono esposta con delle persone e ho fatto leggere delle mie cose a queste persone e questo è un momento, uno dei pochi, in cui mi mancano le parole adeguate per spiegare cosa vuol dire per me “sottopongo alla vostra attenzione questo mio scritto” che per quanto io tenga il blog dal 2004, per quanto io abbia una novella edita, per quanto io scriva un sacco di letterine e da sempre, quando qualcuno ti legge è importante, è importante perché ti esponi, mandi via una cosa tua, ci sono mesi di lavoro dietro a quel testo. E’ una sensazione per la quale ho solo queste parole, scusatemi. Mi sono guardata intorno dicevo, ho selezionato una rosa di editori che mi piacciono e una agente che mi piace.

Vorrei scrivere che ho avuto un riscontro positivo ma non è, ve lo dico subito.

Ho avuto risposta dalla agente, una prima mail cortese e che mi ha fatto capire che non mi sbagliavo quando ho pensato lei fosse in gamba, una seconda mail personale, tutta per me, non dico che la prima non lo fosse ma quanti modi volete ci siano per respingere un testo? la seconda mail era proprio per me, una reazione alla mia risposta per il rifiuto.

Anche ora sono a corto di parole ma rivedendo i miei gesti di quel momento ho ripensato a una cosa e il blog è il mio miglior mezzo di sfogo e quindi eccomi…quando ho letto la prima mail non ho pianto, sì ero un pochetto triste da subito perché lei mi piaceva tanto, sono passate circa due ore e io ho accusato il malessere lieve e poi mi sono messa in moto per combatterlo ma lui era con me ormai e resistere è inutile. Ho passato un’oretta in terrazzo e quando è arrivata la seconda mail piangevo come un vitello e mi sentivo come quella volta che a sedici anni Emanuele non voleva uscire con me. Ho preso l’ipod ho messo la musica

alex baroni . cambiare

snow patrol . chasing cars

francesco renga . angelo

la solitudine della Pausini non la ho messa, non la ho, comunque era per farvi capire come ci si sente a volte, inaspettatamente, quando ti innamori ricevi una no.

ditemi in bocca al lupo vah che sono triste.

6 commenti

Archiviato in bad days, la di lei vita, shes

che il rispetto sia con te.

stavo andando a yoga poco fa, docciata di fresco e di corsa (sei minuti netti senza capelli), vestita di tutto punto e con i vestiti yoga lavati e profumati (che i vestiti nuovi puzzano di centro commerciale), pronta anche la borsa con il mio plaid arancione…
esco di casa, faccio una trentina di passi ma piano, velocità bradipo.
mi fermo, tiro fuori una sigaretta, la accendo e la fumo sul posto.
il posto è il cunicolo di sottoportici del mio condominio e degli altri dieci tutti intorno, ringrazio di essere al quarto che ogni tanto riesco a vedere Venezia da lontano e invece porto marghera e la zona industriale me li vedo sempre.
sono li ferma che fumo e mi sento qualcosa che non va, non posso muovermi.
passano due ragazze e dicono che rosa e nando sono in nomination, non so di quale spettacolo (spettacolo?) televisivo parlino, so che una volta quando ero piccola dicevo "che spettacolo danno questa sera in tv?" e poi si guardava genitori in blue jeans e boh, qualcosa d'altro e poi comunque io dopo genitori in blue jeans stavo tutto il tempo a suonare. menomale che avevamo la casa singola e in campagne che non mi sentiva nessuno, a parte i polli del vicino chiaro che si spiega con questo il loro lungo periodo di astensione dal far di uova. un milione di teorie da parte del contadino e invece era solo la kerika che provava la romanza.
di quale spettacolo parlavano le due ragazzine?
il cunicolo dei sottoportici sotto casa mia è una cosa che assomiglia al labirinto, quello col bestio nel finale. mi ci perdevo sempre qui sotto appena mi sono trasferita, poi ho scoperto il bestio, il proprietario di un rotweiller, un coglione. lui e il suo vizio di merda di tenere il cane a guinzaglio lungo, così lungo che il cane fa l'angolo e il proprietario arriva dieci minuti dopo, ignaro che il rotweiller ti sta lavando la faccia perché gli piace mangiarti pulita e non col trucco.
finisco la sigaretta, passa quello del terzo, al terzo abitano in venti, dislocati in quattro appartamenti, cinque in tre dei quttro appartamenti e gli altri quindici tutti in quello che resta. mi piacciono. le loro feste oscurano le mie, io in confronto sono un inetto a feste e voi, cazzo qualcuno di voi, a qualcuna delle mie feste avete partecipato. le mie feste sono fiche. le mie feste sono feste veneziane. 
e però quelli del terzo sono russi.
non posso mettermi in competizione coi russi a feste.
il che fa di me una civilissima residente del mio condominio. se non ci fossero loro mi avrebbero mandato il 113 son sicura. 
sono sicura e sono furba, organizzo feste solo quando so con abbastanza disinvoltura che c'è una festa di quelli del terzo in sincrono.
quello del terzo butta la sigaretta a terra, io la mia la spengo e la infilo nel tombino, ho ancora quella sensazione di merda addosso.
provo a far due passi per andare in direzione yoga e come mi muovo mi vien su tutta la mia giornata, ho sbroccato con un'amica ma non contro di lei contro la mia famiglia immaginaria, ho avuto quello che per comodità chiamerò crollo del nervo e invece non è, è quando sei una donna ma ti fai crescere le palle per la soddisfazione di vederle rotolare davanti a te, soddisfazione.
quando ero piccola a parte bloccare le ovulazioni alle galline e guardare genitori in blue jeans avevo queste sensazioni, brutti malesseri e paralisi.
le detestavo perché non c'era mai un momento giusto per avvertirle, arrivavano sempre in un momento sbagliato e più provavo a scacciarle più mi prendeva il malessere.
come oggi in un sottoportico.
quello del terzo mi ha lasciato il portone aperto. 
quando ho trovato il portone aperto mi sono incazzata come uno squalo, non lasci il portone aperto che sono a trenta metri e non sembro voler entrare in casa, è il quartiere dei furti il mio e in casa ho due gatti, il mio bene più prezioso che se gli succede qualcosa parte lo strazio e per tutti. 
gli ho detto così.
nella mia mente gli ho detto così, poi dal vivo no che resta che io son veneziana (volendo margherotta violenta) ma lui è russo e i film coi russi li abbiamo visti tutti no? tanto per non avere pregiudizi.
ho fatto le scale a piedi che l'ascensore mostra segni della vecchiaia, io e il mio malessere ci siamo trascinati in casa.
ho buttato il giubbotto per terra, ho pensato che forse oggi non era da yoga. quando ho pensato così il malessere se ne è andato, è scemato, è andato affanculo, così come era arrivato.
allora ho pensato che invece di fare buoni propositi per questo dueeundici, invece di farmi promesse che non manterrò mai, invece che inventarmi tante robe, ho pensato che magari dovrei stare qui e stare qui ora e cercare di capire quando voglio e quando non voglio fare una cosa e una volta capito questo rispettare la mia decisione (che è pure la prima regola dello yoga, la prima regola è di rispettare se stessi), vorrei andare anche dalla piccola kerika a dirglielo, le direi così:
"kerika, tesoro mio, se non hai voglia di giocare col biondino ora ci giocherai domani, cambia nulla anzi meglio"
domani, con tutte le forze, provo a spiegare il concetto al mio capo.

11 commenti

Archiviato in la di lei vita, numb, shes

new tree in town

Ciao Babbo Natale,
è da un pochetto che non ci si sente io e te, mi sento in colpa a scriverti solo oggi o in questi giorni di ogni anno e a ignorarti tutto il resto del tempo però mi figuro che magari tu sia in ferie o a zonzo con gli elfetti…no, non funziona. Sarà mia premura scriverti anche in periodi non natalizi, giusto per sapere come stai.
Ho preso un nuovo albero ieri, come già saprai tutti i miei pini precedenti sono morti. Questo è bello, è piccolo, credo sia sul metro e settanta e pesa tanto, pesa più di me, e ha un tronco robustissimo. Non è un pino classico, è un pino canadese. E' bello da far paura. L'ho vestito ieri tardo pomeriggio/prima serata, con delle belle canzoni a farmi compagnia e del prosecco e del formaggio grana.

Sai che non solo tra un po' è natale, è anche il mio compleanno, sai che sono stata buona e che non ho avuto occasioni e tempo per essere cattiva, sai tutte le cose. Ho una bella lista di regali che vorrei ricevere da te.

1) Desidero stare bene, stare bene inteso come in buona salute fisica ed emotiva, lo so che la salute non si compra ma tu sei o non sei babbo natale.
2) Desidero essere forte, lo so che sono forte ma ho bisogno di essere ancora un pochetto più forte, mi serve forza per me e per altri e ho bisogno di essere forte.
3) Mi manca il mio papà di prima, amo quello di adesso ma mi manca quello di prima. Desidero che il mio papà di adesso si goda la sua nuova vita, desidero che sia felice.
4) Desidero che mio fratello e la mamma siano in salute e pieni di forza anche loro.
5) Desidero che il Capitano resti il Capitano.
6) Desidero riuscire a fare bene il corso insegnanti e comprendere l'oscura e ostica anatomia.
7) Desidero che siano disponibili a Venezia i completini yoga che ho visto nei siti internet americani e britannici.
8) Desidero ricevere la letterina che ho chiesto e desidero fare regali che le persone apprezzino.
9) Desidero libri, mi piacciono i libri e desidero libri.
10) Desidero tempo, tempo da riempire di momenti.
11) Desidero un nuovo pigiama oysho (si lo so che ne ho sette ma li adoro)
12) Desidero che se la mamma mi prenderà il perizoma rosso di natale esso sia effettivamente della mia taglia questa volta, non la solita doppia xl che se no secondo lei ho il culo fuori insomma.
13) Desidero una cena spensierata a base di tartare di mucca e patate al forno e vino rosso buono e poi vediamo di cosa ho voglia quella sera. però spensierata mi raccomando.
14) Desidero non rovinare più le cose bianche in lavatrice.
15) posso avere una nuova lavatrice anzi?
16) Sai che non ho mai mangiato la renna? è tanto brutto se ti chiedo di potere assaggiare la renna?
17) Desidero che la renna non sia in via di estinzione.
18) Desidero che il mio nuovo pino non muoia, voglio che sia lui a sotterrarmi.
19) Desidero che l'unica cosa che chiedo ben cotta (il toast) mi venga preparato effettivamente ben cotto.
20) Desidero comprarmi un orecchino che mi piace, eventualmente di farmelo produrre, ho dieci fori all'orecchio destro e nessun orecchino mi piace.
21) Se trovo l'orecchino desidero trovare anche una collanina e un braccialetto da fare un kit.
22) Ho voglia di andare a cavallo ma da Massimo, non in giro, voglio andare da Massimo.
23) Vorrei fare un bagno nell'oceano, quello pacifico questa volta.
24) un girasole.
25)(scarpe e borse come al solito e che però il Capitano non si accorga che ho portato in casa altre scarpe e altre borse)
26) Fai produrre un bel film di quelli che riguarderò sino allo sfinimento (come quando da bambina ho scoperto via col vento)
27) imparare a girare con lo slittino senza pettarmi agli alberi.
28) c'è un desiderio 28 ma richiede un parental control…ricordati del mio desiderio 28.

Mi pare sia tutto.
Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione e resto in attesa di un tuo cortese riscontro a stretto giro,
a disposizione per qualsiasi chiarimento colgo l'occasione per augurarti un felice natale

p.s.: Saluti anche da niuppino.

new tree in town
 

8 commenti

Archiviato in cose rosa, i love them, io ti amo e tu lo sai, la di lei vita, me piace, nottifantastiche, shes

ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi gia.

"potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti"

Una volta, quando ancora ero romantica, questo pezzo di canzone del Samuele Bersani (canzone che mi piace molto tra le altre cose) la riferivo a un amore, non a un amore in particolare e non a un mio amore ma ad un amore. Il Samu era innamorato tipo.

Una volta poi, quando ero in una fase di introspezione estrema, la riferivo a me che parlavo con me. Una cosa del tipo che io dicevo a kerika che non potevo fidarmi di kerika perché spesso non la riconoscevo soprattutto quando parlava per frasi fatte. In introspezione estrema so bene di essere pesante come un camion di ghisa.

Una volta poi, in questa ultima settimana, la ho riferita (per forza di cose) al lavoro. Nulla di personale, si parla a me come si parla agli altri 70 qui dentro, il che garantisce una giustizia uguale per tutti, certo.
certo.

"Libera com'ero stata ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori…"

6 commenti

Archiviato in on duty, orione, shes