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vitello tonnato.

La soddisfazione massima che provo nel post creazione del vitello tonnato non è dovuta al sapore della carne (non cambio mai macellaio perché so cosa mi vende e so che di variazione non ce n’è), non è dovuta alla salsa tonnata, anche se devo ammettere che la mia salsa tonnata è sempre in movimento, in miglioria, alla ricerca della perfezione assoluta. La soddisfazione non deriva neanche dal fatto che dal momento dell’acquisto dei gradienti al momento del servizio in tavola la sola cosa che ho in testa è: C’e’ il vitello con i piedi di balsa il vitello con i piedi di spugna e indovina chi c’e’? C’ e’ pure il vitello coi piedi di cobalto, c’e’ il vitello coi piedi tonnati quattro ne ho inventati, sono gli animali della mia e della tua fantasia. (cit) La soddisfazione massima che deriva dalla preparazione del vitello tonnato è dovuta all’affettamento del vitello, più riesco ad affettare sottile con il coltello grande più sono fiera di me stessa. Ieri sera il mio vitello tonnato, visto che sono stata dalla parrucchiera molto più di quello che pensavo, è stato affettato a caldo e lo sapete tutti che a caldo si va male ad affettare ed è stato affettato che potrei fare un corso di affettamento di vitello a nonna papera (il mio guru della cucina antica e moderna).

Un’altra cosa interessante del mio vitello tonnato è che una volta dovevo fare il vitello tonnato in estate e quando sono arrivata dal mio spacciatore di carne il vitello non c’era e lui allora mi ha proposto l’arista di maiale, mi ha detto “te lo giuro sul canguro che costa meno (il che era tangibile sul posto) e che viene meglio” el gaveva ragion. Da quel giorno in poi io preparo solo il maiale tonnato, viene buono e io canto sempre la stessa canzone. Mi ricorda il tempo in cui ero in Inghilterra e la mia landlady mi preparava qualcosa da mangiare che a me pareva sempre pollo e alla fine non chiedevo se era davvero pollo. Oppure come quella volta che la mia landlady mi ha fatto il ragu (io che desideravo mangiare cose di sua tradizione e lei mi faceva il ragu alla bolognese…la vita) e io non sono riuscita a mangiarlo perché era più orrendo del solito e lei allora mi ha detto splendida “it’s lamb” io non mangio agnello, sia per pregiudizio sia perché è evidente che non mi piace…comunque, il maiale sostituisce alla grande il vitello nella preparazione del falso vitello tonnato. Così insomma.

Siccome è da tanto che non metto la ricetta ogni tanto, mi pare un buon momento.

Vitello dai piedi di balsa inventore di una storia falsa. (cit.)

un filone/trancio di arista di maiale

rosmarino, sedano, carota, cipolla aglio, sale, vino bianco, olio di oliva q.b.

Queste cose qui sopra vanno tutte messe in una pentola con dell’acqua fredda e le lasciate cuocere a fuoco medio  sino a che vi preparate la salsa

uova sode (due o tre io vado a occhio)

scatolette di tonno (due o tre a seconda di quante uova)

olio di oliva

brodo di cottura della carne

pochetto di sale

Tutte le cose qui sopra vanno messe in una ciotolina e schiacciate sino ad essere perfettamente amalgamate, io ieri ho usato anche due striscioline di maionese e il miniprimer perché ero in ritardo.

Una volta che la carne sarà cotta e raffreddata va tagliata a fette sottili e la salsa a coprire, infilare tutto in frigorifero e lasciar li per un pochetto così la carne prende da tonno.

Il primo che dice che ci vanno anche i capperi e le acciughe nella salsa un po’ mi incazzo…che anche se l’agnello e altre cose non le mangio, esistono in questo mondo solo due elementi che non posso vedere neanche da distante e sì sono i capperi e le acciughe, se voi volete metterli fatelo ma sappiate che non verrò a mangiare il vitello dai piedi di balsa inventore di una storia falsa a casa vostra. Mai.

comunque ho i capelli arancioni, sono contenta.

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è facile.

allora,
2 bianchi dell’uovo (io confondo sempre albume e tuorlo, si lo so è un bug)
70 gr di zucchero
30 gr di farina
olio di semi q.b.
sale (un pizzico sull’uovo)
vaniglia q.b.
gratta e vinci q.b.

montare i bianchi dell’uovo con lo zucchero, poi si aggiunge la farina e la vaniglia e poi l’olio a filo come quando si fa la maionese.
forno a 180°

spalmare il composto sulla teglia del forno. deve essere sottile sottile e di diametro almeno dieci.

arrotolare i gratta e vinci e chiudere il rotolino con dello spago da cucina (un pezzo piccolo non serve il fiocchetto o la gassa da mante)

infornare il composto e guardarlo, ci mette sette o otto minuti ad abbronzarsi il bordo.
Quando il bordo è abbronzato (abbronzato, non nero) son da tirar fuori.

Aiutandovi con una paletta tirate su i biscotti caldi con le dita, aiutatevi anche facendo piangere la madonna che è liberatorio, appoggiate un gratta e vinci sul biscotto, piegate e schiacciate i bordi con l’aiuto delle dita, della madonna in lacrime e il bordo di un tavolo. Se il biscotto si fredda i bordi non attaccano quindi sarà da spedire tutto in forno di nuovo per un momentino.
Lasciate raffreddare i biscotti della fortuna a modo mio in una terrina, da freddi sono un po’ croccanti ma ugualmente pesantissimi (sarà l’olio).
In bocca al lupo.

(i miei amici, una undicina di gratta e vinci da un euro, non han vinto un cazzo, un cazzo di niente. l’idea però è piaciuta tantissimo, vi giuro che erano tutti super contenti)

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quell’insalata di patate che servono a tutte le cene nei film americani.

Son stata curiosissima per anni di sapere che insalata di patate fosse l’insalata di patate americana. Una volta nella mia vita son pure stata in inghilterra e volevo mangiare quell’insalata li. Siccome ho appena detto che si tratta di piatto americano, va da se che in inghilterra non sia riuscita a mangiarla. Quell’insalata di patate che vi sto a narrare son sicura che l’avete presente proprio tutti. E’ facile, basta vedere un qualsiasi film e adocchiare quella terrina che continua a fare avanti e  indietro da un commensale all’altro. La prima volta che ho mangiato l’insalata di patate americana è stato a un bbq che avevano organizzato a bordo da un mio cliente per festeggiare un 4 luglio.

Siccome ho premesso che basta, mi resta solo da dire che l’insalata di patate è buonissima e che esiste in svariate versioni e che io vi dico quella che piace a me (la più grassa) e oro così insomma.

INGREDIENTI – patate (patate normali non americane anche se qui dovrei aprire una parentesi per la parentesi e non la finiamo più, vi basti di sapere che la patata ha un po’ origine americana, tutta la patata e che quando dico patata voglio dire patata e basta e anche se dico patata americana voglio dire patata e basta se invece volessi dire quella dolce direi "patata dolce o sweet potatoes" – uova – pancetta affumicata (vorrei dire bacon ma mi pare di tirarmela) – erba cipollina – cipolla  tritata alla cazzo – maionese – peperoncino – sale e pepe.

Lessare le patate sbucciarle senza scottarvi che poi senno la madonna piange e tagliarle a dadini – lessare le uova, sbucciarle senza scottarvi che poi senno la madonna pange e tagliarle come vi pare (dadini) in una padellina antiaderente far rosolare i dadini di cipolla e quelli di pancetta . versare patate uova pancetta e cipolla tutti in una porta insalata di patate americana – salare pepare e peperoncinare a piacere. aggiungere maionese per far legare tutto – erbacipollinare per  dar un bel colore.

Benvenuti in paradiso.

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speriamo che sia femmina…

stavo pensando a sta cosa…io per dire, son tanto contenta di essere donna, oh ma tanto davvero.

che io così col mio essere donna nei miei periodi peggiori al massimo passo da stronza. hm, ok, passo ogni tanto nei periodi peggiori e periodi delineati da maggior fisicità fisiologica da stronza di merda (le malelingue dicon troia son sicura ma solo perchè non han sta grande padronanza di lessico)

fossi uomo invece, fossi uomo invece son sicura, io sarei un coglione, ve lo giuro.

a sto punto…persi per persi, a sto punto meglio stronza che coglione…

 

– in collegamento diretto con la mamma:

erika: mamma cosa fanno stasera in tv

mammadellacapitana: si es ai…ma no si es ai solito, si es ai in italian

erika: mamma…il ris de parma?

mammadellacapitana: eh brava, ti vedi che ti ga capio…

 

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ma avevo mai detto che…

a me piace tanto andare a pattinare al parco?!

 

n.d.erika. mai usati tanti tag in un post ma nel dubbio meglio abbondare…(che è una regola universale che vale per tutto a parte che per il sale, se metti troppo sale ce l’hai nel culo tipo, poi ti tocca metterti a sbucciare una cazzo di patata e buttarla nel composto salato anche lei)

 

enjoy

 

"hold me like you’ll never let me go…"

ultimissima ora: nel mentre che scrivevo questo post (ok controllavo il video) mi è arrivata una richiesta disperata di aiuto su come si dice "eravamo" in veneziano – si dice "gerimo" mi e ti gerimo insieme…mi e eo gerimo insieme – mi ti e eo gerimo insieme. Adoro le buone azioni.

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poi vabbeh è mia mamma

La mamma, la mia, già sapete che lei è il tipo di persona che ti compra una culottina deliziosa che sa che ti piacciono, ma è anche il tipo di persona che non vuole che tu vada in giro col culo fuori, così te lo prende e volentieri e te lo prende volentieri di tre taglie più grande.

La mamma, sempre la mia, è quel tipo di persona che vuole far prima a far le cose, allora lei compra l’insalata lavata in busta. La mamma però è anche una di quelle persone che sostiene che le cose bisogna farle da noi allora si compra l’insalata lavata in busta, prima di mangiarla però ci da una sciacquatina di sicurezza che non sa che mani l’abbiano toccata quell’insalata li.

L’altro giorno a me, figlia della mamma, figlia della mia, è presa la pavana di fare il polpettone. Il polpettone per prima cosa non è il mio piatto preferito e per seconda cosa non lo so proprio fare che non l’ho mai fatto. Per fare il polpettone chiedo indicazini telefoniche alla mamma. La mamma mi piace perchè a spiegarmi l’arte culinaria è brava e anche dettagliata:

Mamma: se fa cussì, impasto come per le polpette però invece di fare le polpette piccole fai la forma a polpettone

fine della spiega della mamma

le chiedo come si cucina sto polpettone e allora riprende con la nuova spiega

Mamma; se fa cussi, come per le polpette col pomodoro solo che devi stare attenta a girarlo se no si rompe.

fine della seconda spiega della mamma.

Io comunque ero un po’ tutta contenta che non ci ho visto un cazzo di difficile e mi son messa a fare sto polpettone

– carne tritata – pane bagnato nel latte – uovo – prezzemolo – mortadella – pan grattato – patata lessata – sale – mescolare bene bene e via.

Faccio la roba come per le polpette al pomodoro, quindi un piccolo soffritto – la piccola rosolatura e poi il pomodoro e via.

La mamma mi chiama verso fine cottura del polpettone e mi chiede come va…le spiego che ero un po’ incasinata a girarlo senza romperlo e che mi pare bene. Mi chiede cosa ci ho messo. Le dico come per le polpette e lei mi fa "si ma come le polpette come?" io sono già in difetto che mi pare na domanda trabocchetto, allora piano come in un sussurro le dico "carne, uovo, patate" mi interrompe "patate?" le dico che si, patate, come con le polpette, inizia a urlare "mahhhhh nhoooooooo patatheeee sul polpettonnn, ma erikaaaa cazzo!"

ora, io che so che sono figlia della mamma la mia, glielo dico con moooolta calma che la cosa di farlo come le polpette me l’ha detta lei, mi ribatte "ma si è rotto?" le dico che no, che è intero e che faccio piano a girarlo, qui allora mi spiega che magari forse forse se sono fortunata viene buono ma che la patata comunque ha la tendenza a farlo uscire mollo, le evito la battuta che mi era uscita a mo di fumetto dalla testa della patata che lo fa venire mollo che non ho più dieci anni e le dico invece che bon, che spero sia buono. "assaggia!!!!!" mi dice, "cosa?" le dico io. "Assaggia un angolo di polpettone che non si vede e poi vedi com’è!! assaggia!" a me vien da piangere "dai mamma anche se lo assaggio ormai è fatto, lo mangio dopo" …non c’è un cazzo da fare insiste, le dico che no, che non vedo il motivo. Innocentemente mi ribatte che almeno avrò la consapevolezza di aver messo in tavola una roba che fa cagare.

a me esser figlia della mamma, della mia, ogni tanto fa paura.

 

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per una ricetta ogni tanto…

mammmerdaaaa

 

per dire…evitare di provocarsi ustioni col vitellino è una buonissima idea…per dire. Niente di grave, la capitana è viva, ha solo pianto tanto.

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